Il Tirreno

Pisa

spiagge 

Altri 20mila euro per ripulire l’arenile invaso da tronchi e rifiuti

V.L.

Torna la balneabilità ma sale il conto a carico del Comune che chiede alla Regione un sostegno economico

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VECCHIANO

Il divieto di balneazione alla foce del Serchio e a Marina di Vecchiano da ieri non c’è più. È stato revocato dal sindaco, Massimiliano Angori, alla luce delle analisi condotte da Arpat che hanno confermato come le acque siano nuovamente idonee alla balneazione. Ma, per quanto si tratti di una gran bella notizia, gli aspetti positivi della faccenda finiscono qui. Facciamo un passo indietro. Il maltempo nei giorni scorsi e la piena dei fiumi ha provocato il riversarsi in mare di ingenti quantitativi di rifiuti, tronchi ma anche sostanze inquinanti, a cominciare dai “troppo pieno” del sistema fognario. Da qui le analisi positive alla presenza di batteri e lo stop alla balneazione. Ora che si può tornare a fare il bagno, però, resta il problema di una spiaggia invasa da rifiuti e resti vegetali grandi e piccoli. Un tratto di arenile tra i più belli della Toscana, interamente inserito nel contesto del parco naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli ma per questo non facile da pulire. Portare via la spazzatura dalle spiagge costa. Qui anche di più. Quanto? Ventimila euro. E a pagare è anche questa volta il Comune.

L’evento meteo straordinario consentirà forse all’amministrazione comunale vecchianese di sperare in un aiuto da parte della Regione per far fronte alle spese aggiuntive e impreviste. La richiesta in questo senso è già partita da Angori. Ma resta il fatto che questa spiaggia meravigliosa significa, specie in un anno particolare come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza Covid, un impegno di bilancio importante.

I numeri del bilancio parlano chiaro: pulizia generale iniziale 25.000 euro, setacciature stagionale 25.000, smaltimento rifiuti setacciati 20.000, spazzamento e svuotamento cestini e decoro del litorale 25.000. Totale 100.000 euro a stagione per decoro e pulizia. Che quest’anno, dopo questa prima piena del Serchio con quello che il mare ha lasciato sulla spiaggia salgono a 120.000 euro.

Ma non è finita qui, ancora da quantificare il costo dei servizi sulla spiaggia, sempre a carico del Comune, per rispettare le normative anti-Covid. In proposito l’amministrazione comunale si è rivolta alle associazioni del territorio e sta mettendo a punto un piano di interventi per predisporre le misure e vigilare sul loro rispetto. «Tutto questo in un panorama in cui lo Stato ha solo fatto anticipi di cassa ai Comuni e non sapendo se darà risorse aggiuntive e necessarie alla chiusura dei bilanci vista anche l'incertezza economica che grava sulla riscossione delle imposte», osserva in proposito Angori.

Insomma un sostegno al Comune quanto meno per far fronte a questa ultima emergenza sarebbe più che auspicabile. Nel frattempo il sindaco ringrazia Arpat «per la collaborazione dimostrata, una sinergia tra istituzioni che ci ha consentito di dare in tempi rapidi una risposta ai cittadini e agli operatori del settore». —

V.L.

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