Il presidio
«Crisi del Galilei, si pensi anche ai facchini e ai negozi dello scalo»
PISA
«Centinaia di lavoratori a rischio». È l’allarme lanciato dai rappresentanti del Sindacato generale di base (Sgb) riuniti ieri mattina in presidio davanti all’aeroporto Galilei insieme ad una delegazione di lavoratori e delegati sindacali della cooperativa Cft che gestisce parte dei servizi in appalto dello scalo pisano. Obiettivo del presidio è richiamare l’attenzione delle istituzioni e di Toscana Aeroporti «sulla situazione di estrema precarietà in cui si trovano le centinaia di lavoratori in appalto e delle attività legate al funzionamento del Galilei».
Con i voli quasi azzerati per effetto della pandemia, le attività commerciali interne allo scalo chiuse e il numero dei passeggeri ridotti al minimo storico, decine e decine di lavoratori che da oltre tre mesi possono contare solo sugli ammortizzatori sociali chiedono tutele e sicurezze.
«Gli effetti della pandemia si fanno sentire sulla forza lavoro dei tanti negozi da settimane chiusi e senza alcuna certezza sui tempi e sulle modalità della ripresa del trasporto aereo da cui dipendono - sottolineano i rappresentanti del Sindacato generale di base -. Dubbi che pongono incertezze anche sugli appalti di facchinaggio e di carico e scarico bagagli, attualmente in regime di proroga. Il rischio è che dopo la stagione estiva avvenga una ridefinizione del budget attraverso gare con forti ribassi che potrebbero causare una perdita occupazionale e retributiva».
«Lo scalo di Pisa ha subìto grandi ripercussioni dall'emergenza sanitaria essendo legato al traffico passeggeri e non a quello delle merci che invece transita sullo scalo di Firenze. È necessario - conclude il sindacato di base - spostare alcuni vettori su Pisa per consentire a molti dipendenti di tornare in servizio». —
D.r.
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