Meteo
Omofobia, incendiano la bandiera arcobaleno al bimbo di due papà
San Giuliano Terme (Pisa): appiccano il fuoco al vessillo appeso alla finestra del figlio piccolo. Goretti, presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno: "Poteva finire in tragedia, per fortuna un passante ha spento l'incendio". Il sindaco: "Gesto che fa rabbrividire"
SAN GIULIANO TERME. Un'intimidazione omofoba e per di più commessa contro chi non può difendersi, perché più piccolo e indifeso. Un atto vandalico ai danni di una famiglia arcobaleno è stato messo a segno nella notte a San Giuliano Terme, nel Pisano. La coppia, formata da due papà, aveva appeso ad una finestra, dove dorme il loro figlio di pochi anni, una bandiera arcobaleno che sabato sera è stata incendiata da ignoti.
Lo rende noto Gianfranco Goretti, presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno, che tutela i diritti dei genitori omosessuali. La coppia è socia dell'associazione. "Questo è un atto intimidatorio nei confronti delle persone lgbt e dei genitori arcobaleno - sottolinea in una nota -. Speriamo che i colpevoli vengano presto individuati e puniti per un gesto che solo il caso ha voluto non si trasformasse in una vera e propria tragedia".
Goretti spiega che "grazie all'intervento di un passante le fiamme sono state spente subito prima che si propagassero. Questa non è una semplice bravata". Condanna del gesto anche da parte del sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio. "La condanna ferma e assoluta non è solo per il gesto in sé - ha scritto il primo cittadino su facebook -, che ha messo a rischio l'incolumità delle persone che ci abitano. Ciò che fa rabbrividire è la mancanza di rispetto e consapevolezza: quella bandiera ha un preciso significato, parla di libertà, inclusione, rispetto, non violenza". Il sindaco e l'assessora Lara Ceccarelli invitano gli abitanti di San Giuliano ad esporre alle finestre una bandiera arcobaleno in segno di solidarietà.
"Un gesto come questo non può certo essere declassato a ragazzata o bravata. È fondamentale che i colpevoli vengano individuati e puniti - chiede Alessandra Nardini, consigliera regionale del Pd - E' un atto vergognoso che dimostra, ancora una volta, quanto sia urgente approvare una legge contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, richiesta che io e Monica Cirinnà abbiamo ribadito, insieme, il 17 maggio. Sono troppi gli episodi di violenza, verbale e fisica, di cui sono vittime persone e famiglie perché considerate 'non conformi alla norma'. È una battaglia culturale e normativa che dobbiamo condurre con nettezza e che vinceremo, per una società di tutte e di tutti. Come è altrettanto fondamentale che, a partire dai più piccoli tramite la scuole e le famiglie, si promuova la cultura del rispetto e della non discriminazione. Desidero esprimere la massima vicinanza, personale e istituzionale, alle vittime di questo atto intimidatorio e alle famiglie Arcobaleno e unirmi alle parole di civiltà e di condanna espresse dal sindaco Di Maio e dall'assessora Ceccarelli, che ha invitato la cittadinanza a esporre alle finestre bandiere arcobaleno per solidarietà".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
