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Khalil: «Salvate la moschea». Richiesta bocciata
Auletta: la maggioranza ha respinto il nostro emendamento. L’imam: non ci è nemmeno mai stata proposta un’alternativa
PISA
Uno dei punti più “caldi” del consiglio comunale straordinario sul restyling dell’Arena era sicuramente quello legato alla costruzione della nuova moschea a Porta a Lucca, nei terreni di proprietà della comunità musulmana di Pisa. Francesco Auletta (Diritti in comune) attacca la maggioranza che ha bocciato la sua richiesta di stralciare la questione moschea dalla variante sullo stadio. «Mentre l’assessore Dringoli, con un doppio carpiato, ci attacca dicendo che siamo strumentali se parliamo della moschea in occasione della variante dello stadio, la maggioranza ha bocciato il nostro emendamento con cui chiedevamo che l’area per il centro di culto della comunità islamica fosse stralciata non avendo nulla a che vedere con il progetto di riqualificazione dell’Arena Garibaldi».
In mattinata si erano presentati in piazza XX settembre, davanti all’ingresso del palazzo comunale, alcuni rappresentanti del Comitato per la libertà di culto insieme all’imam di Pisa Mohammad Khalil, il quale sottolinea come non ci sia nessuna volontà da parte della comunità islamica di ostacolare l’iter per la nuova Arena: «Voglio precisare che il nostro problema non è la riqualificazione dello stadio, anzi ci auguriamo che il progetto vada in porto per l’interesse della città. Il problema è che l’amministrazione ha voluto inserire il terreno di nostra proprietà nella variante dello stadio per adibirlo a parcheggio». Anche secondo il parere degli uffici comunali, dicono Khalil ed i rappresentanti del comitato, «quei terreni sono ininfluenti per la realizzazione dei parcheggi all’interno del progetto della nuova Arena».
«Anche noi - prosegue Khalil - siamo sicuri che quel pezzo di terreno non serva per la riqualificazione del quartiere e che sia solo una scelta politica da parte della maggioranza». L’appello di togliere il terreno dalla variante però è rimasto inascoltato e Khalil rimarca come non sia stata proposta, in tutti questi mesi, una soluzione alternativa: «Potevano quantomeno indicarci un posto alternativo dove andare. È chiaro che non vogliano farci costruire la moschea. Noi siamo cittadini italiani ed abitiamo a Pisa da molti anni, l’amministrazione deve tenerci in considerazione. Mescolare la moschea con lo stadio è stata una mossa di pessimo gusto».
I rappresentanti del Comitato per la libertà di culto chiedono il rispetto delle leggi del nostro Paese: «Nella costituzione ci sono tre articoli che tutelano la libertà di culto. Tanti musulmani sono cittadini italiani che pagano le tasse e hanno tutto il diritto di potersi riunire in un luogo di preghiera, tra l’altro su terreni di loro proprietà». La battaglia a colpi di carte bollate e ricorsi, a sentire i rumors della piazza, potrebbe trovare nuovo slancio. —
A.C.
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