Italia
«Altro che Firenze, è Bologna la vera rivale del Galilei»
Patrizia Pacini, presidente degli industriali: Gina Giani sempre al nostro fianco nel sostenere che il grande ostacolo sono le infrastrutture stradali e ferroviarie
PISA
«Le dimissioni della dottoressa Gina Giani da amministratore delegato di Toscana Aeroporti segnano l’uscita di scena di una manager di grande spessore dal sistema economico pisano e toscano in un settore particolarmente delicato come quello del trasporto aereo», dice Patrizia Alma Pacini, presidente dell’Unione Industriale Pisana. Fino a qualche giorno fa, Gina Giani faceva parte anche del consiglio generale della Confindustria pisana come esponente di Toscana Aeroporti: con una lettera ha comunicato di lasciare anche questo incarico.
Pacini, qual è la sua idea su queste vicende?
«Anzitutto ringraziamo la dottoressa Giani per quanto fatto anche all’interno dell’Unione Industriale Pisana e per l’apporto che ha dato in questi anni augurandole di potersi dedicare finalmente ai suoi molteplici interessi e alle sue ben note passioni».
Ma come giudica l’operato di Gina Giani e le polemiche che ne sono scaturite?
«Da amministratore delegato di una delle più grandi aziende toscane, dal 2009 come Sat e dal 2015 come Toscana Aeroporti, ha sempre dimostrato un grande impegno ottenendo risultati visibili e tangibili, oltre ogni possibile critica. La sua lunga carriera dirigenziale nel settore aeroportuale parla attraverso i numeri. L’aeroporto di Pisa è passato da circa un milione di passeggeri all’inizio degli anni Duemila a superare stabilmente quota 5 milioni di passeggeri annui. La posizione di amministratore delegato l’ha vista spesso al centro di aspre critiche e di lunghe battaglie, alle quali ha sempre reagito con grande fermezza, facendo parlare prima i numeri ed i risultati ottenuti».
Ritiene che l’uscita di scena di Gina Giani possa cambiare in qualche modo gli equilibri pisano-fiorentini in Toscana Aeroporti?
«Toscana Aeroporti è nata per mettere le ali al territorio toscano e porsi come polo aeroportuale dell’Italia centrale. La dottoressa Giani, anche al fianco dell’Unione Industriale Pisana, ha sempre sostenuto che il grande ostacolo di questo traguardo siano le infrastrutture, dalla rete stradale a quella ferroviaria. A tal proposito ha avviato proprio con l’Unione Industriale Pisana uno studio che è servito a fare comprendere l’esigenza di sviluppare maggiormente il trasporto ferroviario senza limitarlo al pendolarismo territoriale. Quindi anche oggi più che la “rivalità” con lo scalo fiorentino, che appartiene alla stessa azienda privata, dobbiamo temere la concorrenza dell’aeroporto di Bologna, il quale va a catturare un significativo bacino di utenti in Toscana perché servito molto bene sul piano delle infrastrutture, trovandosi a poco più di mezzora di Freccia da Firenze».
Il Galilei come può rispondere a questi rischi, oltre le problematiche dettate dall’emergenza?
«Siamo certi che con l’auspicabile ripartenza post Covid-19 proseguano gli investimenti sull’aeroporto di Pisa e soprattutto auspichiamo che finalmente vengano finanziati ad ogni livello interventi infrastrutturali che da tempo chiediamo e che sono i veri fattori di sviluppo di un territorio, peraltro mai necessari come in questo momento». —
francesco loi
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