Il presidio
Attoniti clienti e colleghi dell’Eurospin di Lucca
«Sempre sorridente sul lavoro, al bancone della macelleria» Lo strazio di babbo Luigi, di mamma Anna e del fratello Luca
lucca
«Certe tragedie non si augurano mai a nessuno, sono inaccettabili, ma è ancora più inaccettabile che accadano a persone come lui»: usiamo, tra le tante, le parole di Daniele, ristoratore lucchese, e compagno di pedalate, perché danno bene l’idea delle sensazioni provate, da domenica sera, dalle tante persone che conoscevano Pierluigi Meniconi, il trentenne di Capannori rimasto ucciso nell’incidente di San Giuliano.
Il leitmotiv è lo stesso, tra tutti coloro che lo conoscevano, perché amici di vecchia data o perché compartecipi delle sue tante passioni: «Un bravo ragazzo», «buono», «una persona d’oro». E no, che non sono frasi di circostanza lo si capisce a pelle. Pierluigi era davvero così, un ragazzo limpido, di quelli che trasmetteva serenità e che ispirava un’istintiva simpatia in chi si rapportava con lui. Un modo di porsi difronte al prossimo, quello che lo caratterizzava, che non faceva passare inosservato quel ragazzo, nemmeno sul posto di lavoro. Provate a pensare: quanti di voi, all’uscita dal supermercato, si ricordano il volto del banconista cui si sono rivolti appena pochi minuti prima? Beh, questo non accadeva se quel banconista era Pierluigi. La sua improvvisa scomparsa non ha ferito profondamente solo i colleghi del supermercato Eurospin, che con lui avevano un rapporto quotidiano, ma anche i clienti che di lui si ricordavano benissimo. Quel suo modo di fare gentile, simpatico, restava impresso. E quando, domenica sera, ha cominciato a diffondersi la notizia della tragedia di San Giuliano, sono stati proprio quei clienti a riconoscere nella foto il ragazzo sempre sorridente che li accoglieva al bancone della macelleria.
Già, il lavoro. Anche da questo particolare si riconosce il bravo ragazzo che tutti descrivono. Perché per il suo lavoro, da quel che viene raccontato, Pierluigi aveva una grande passione. Ereditata dal padre Luigi: titolare in passato di una macelleria era poi andato a lavorare, fino al momento della pensione pochi anni fa, nello stesso reparto al supermercato Eurospin di San Concordio. Una famiglia stimata e apprezzata anche sul luogo di lavoro, come dimostra il fatto che nello stesso supermercato abbiano poi trovato impiego sia Pierluigi che il fratello più giovane, il venticinquenne Luca.
E sono tantissime le dimostrazioni di affetto che in queste ore stanno arrivando al babbo Luigi, al fratello Luca e alla mamma Anna Gigli, per questa tragedia ingiusta, che si è portata via quello che sarebbe stato l’orgoglio di ogni genitore. Un gran lavoratore certo, ma anche un ragazzo di compagnia, con tanti amici, e con tante passioni, la maggior parte di queste riconducibili a una sola parola: “Natura”. La natura che Pierluigi amava vivere, che fosse in sella a una mountain bike, con una canna da pesca o con un cesto per i funghi. Sì, più lo si conosce, e più si capisce quanto la sua sia una morte davvero difficile da accettare. –
luigi spinosi
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