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Nasce “Consegno” per asporto e consegna

sara venchiarutti
Nasce “Consegno” per asporto e consegna

In Confcommercio il battesimo dell’app per menù e prenotazioni online. Nessun costo fisso e nessuna spesa di affiliazione 

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pisa

Parla pisano “Consegno”, la nuova app per aiutare il mondo del food locale a gestire al meglio quei servizi di asporto e di consegna che ormai, riapertura o meno, sono diventati fondamentali nell’era del Covid-19.

Ieri il battesimo dell’applicazione, sviluppata dalle società di start-up “Nice App” di Pisa e dalla bolognese “Mobimentum” e già scaricabile gratuitamente in un qualsiasi dispositivo smartphone o tablet. Menù digitale e prenotazioni online in tempo reale, il tutto gestito attraverso una piattaforma che, oltre a includere l’asporto, non prevede costi fissi o spese di affiliazione, a vantaggio non solo del cliente, ma soprattutto delle attività gastronomiche del territorio, duramente colpite dal lockdown. E sono già quasi trenta le aziende di Pisa e provincia che ancora prima della partenza ufficiale hanno aderito al progetto, sposato da Confcommercio Provincia di Pisa.

«La nostra applicazione nasce per tutelare i commercianti pisani dall’assalto delle multinazionali del food delivery – spiega Antonio Campanale, responsabile marketing di “Consegno” –. Alla lunga le alte commissioni e i costi di affiliazione si rivelano svantaggiose per le imprese locali, che hanno dovuto cambiare i propri business quotidiani. Per questo siamo andati incontro alla loro esigenza di sviluppare i servizi di delivery e di asporto, fornendo uno strumento conveniente».

La filosofia di “Consegno”, che può espandersi oltre i confini pisani, è diversa rispetto ai colossi del settore, e da questo punto di vista rappresenta una novità nel panorama nazionale: al centro c’è la consapevolezza della crisi vissuta dai pubblici esercizi, come spiega Emanuele Bolondi, amministratore delegato di “Nice App”: «Innanzitutto l’app consente di fidelizzare il cliente grazie ad un sistema di cash back: una parte della spesa è restituita al cliente per poterla riutilizzare successivamente sotto forma di credito. Ma sono diversi i vantaggi: oltre ad una gestione efficace della domanda, la pubblicità non comporta costi aggiuntivi per l’attività, che quindi ha come spesa soltanto contributi proporzionati alle vendite. In più, abbiamo deciso di implementare il servizio di statistiche per orientare al meglio l’acquisto delle materie prime o le offerte da indirizzate ai clienti».

Ed è stato proprio questo spirito ad aver garantito all’app il sostegno di Confcommercio: «Per noi è fondamentale dare alle imprese la possibilità di proporre un servizio aggiuntivo con costi praticamente inesistenti – sottolinea Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Provincia di Pisa –. Per questo non abbiamo sostenuto alcuna piattaforma fino a questa soluzione locale. Il momento è drammatico e senza l’aiuto dello Stato, dobbiamo giocare con le nostre forze». Concordi anche gli altri dirigenti di Confcommercio Pisa: da Alessandro Trolese, vicepresidente vicario, a Vaso Gjika, vicepresidente Confcommercio Pisa Centro storico. —

sara venchiarutti



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