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Ex moglie ai giudici: «Costretta a fare sesso anche quando dicevo no»
pisa
«Sì, mi picchiava. E quando voleva fare sesso e io ero contraria a volte lo assecondavo, ma per compiacerlo.Spesso non volevo e lui lo faceva lo stesso».
È stato il giorno della parte offesa al processo contro un immigrato di 31 anni agli arresti da mesi con l’accusa di violenza sessuale, lesioni aggravate con l’aggiunta dei maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. La donna è comparsa ieri mattina davanti al collegio del Tribunale(presidente Bufardeci, a latere Mirani e Messina) per rispondere alle domande di accusa (pm Giancarlo Dominijanni), difesa (avvocati Letizia Giovannetti e Massimo Parenti) e parte offesa.
Non ha scelto riti alternativi per farsi giudicare. Nei giorni scorsi ha ottenuto gli arresti domiciliari dopo diversi mesi in carcere. Quello che è emerso finora nel dibattimento è anche una concezione della donna piegata a semplice oggetto, secondo i princìpi dell’imputato.
L’ex moglie, italiana, mamma di una bimba avuta con l’uomo che è stata costretta a denunciare per il calvario diventato insopportabile, non si è costituita parte civile. Aspetta un figlio da un nuovo compagno. Ieri si sono incrociati di nuovo con il suo ex nell’aula al primo piano del Tribunale.
La moglie intesa come una donna che non deve dire di no al marito perché con le nozze ormai gli appartiene, secondo la tesi dell’accusa. E così, in un contesto di prevaricazione che per l’imputato diventa la norma, quando la moglie si rifiutava di avere rapporti intimi l’approccio coniugale diventava abuso. «Cedevo alle sue richieste anche quando inizialmente dicevo no» ha messo a verbala la donna.
Una violenza sessuale che in un’occasione, stando alle accuse, aggiunse allo stupro lo sfregio. Il marito, furioso per i rifiuti della moglie, prese un coltello e la ferì a una gamba. —
p.b.
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