Meteo
«Vicesindaco, ora favorisca un esito positivo per la moschea»
Lettera aperta dei docenti pisani Fausto Montana e Giulio Fabbri dopo la presenza di Raffaella Bonsangue all’incontro interreligioso
l’intervento
«Gentilissima dottoressa, abbiamo apprezzato la sua partecipazione, il 14 maggio, all’appello promosso dagli esponenti delle religioni monoteiste presenti in Pisa in risposta all’appello dell’Alto Comitato della Fratellanza Umana». Inizia così una lettera aperta che i docenti pisani Fausto Montana e Giulio Fabbri hanno scritto alla vicesindaco Raffaella Bonsangue.
«Abbiamo seguito con attenzione il suo intervento - proseguono - unitamente agli interventi dell’arcivescovo, dell’imam, del pastore valdese e alla lettera inviata dall’esponente della religione ebraica. Abbiamo condiviso il suo richiamo ai valori della trascendenza in consonanza con le posizioni espresse dagli esponenti religiosi. Riteniamo che lei non coltivi l’ostilità verso la religione islamica che si manifesta negli accenti dei suoi alleati nell’amministrazione comunale».
«Siamo convinti - scrivono ancora - che il richiamo suo e della sua forza politica alla tradizione liberale la induca a difendere la libertà di religione e di conseguenza la libertà di culto, da esercitare in un luogo di culto adeguato alla religione che lo esercita. Siamo altresì persuasi che la religione cattolica che lei professa le faccia apprezzare tutti gli sforzi che la Chiesa ha compiuto dal Concilio in poi, e soprattutto durante il pontificato di Papa Francesco, per sviluppare i rapporti ecumenici ed intensificare il dialogo interreligioso. Siamo fiduciosi, sulla base di tali premesse, che lei si adopererà, unitamente alla sua forza politica, per risolvere positivamente l’annosa questione della costruzione della moschea in Pisa. Ci permettiamo quindi di invitarla, superando le resistenze di altre forze politiche della maggioranza di cui lei fa parte, a promuovere un leale e franco dialogo con la comunità islamica al fine di permettere alla comunità medesima, che insieme a lei ha pregato in piazza del Duomo, di avere il suo dignitoso luogo di culto».
«Questo - concludono Montana e Fabbri - anche nel rispetto della città di Pisa, che si è sempre distinta per il dialogo e il pluralismo culturale e religioso». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
