Il Tirreno

Pisa

«Queste linee guida ci uccideranno, fateci tornare a lavorare»

Donatella Lascar
«Queste linee guida ci uccideranno, fateci tornare a lavorare»

Il grido d’allarme dei concessionari degli stabilimenti che da Tirrenia lanciano la controproposta sulle distanze da mantenere tra gli ombrelloni

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tirrenia

Alla vigilia della data fatidica del 18 maggio che segna la riapertura di numerose attività in tante parti d’Italia e, con qualche limitazione, anche in Toscana, dai balneari del litorale si è alzato un grido disperato: «Non distruggete le spiagge italiane!». Ieri mattina, dietro la spinta di Confcommercio e del Sindacato Balneari Italiani (Sib), sulla spiaggia del bagno Roma a Tirrenia sono accorsi in più di un centinaio tra balneari e titolari di altre attività - tra i presenti anche alcuni consiglieri comunali come Virginia Mancini (Fi) - per un flash mob per manifestare tutta la loro preoccupazione per l’incertezza di una stagione estiva non ancora partita e soprattutto condizionata dal Covid-19. Mobilitazione alla quale ha preso parte anche il sindaco di Pisa Michele Conti.

«Il messaggio di questa manifestazione – spiega Fabrizio Fontani presidente di Conflitorale e rappresentante Sib – si riassume con poche parole, chiediamo di poter lavorare. Di poter aprire e dare i servizi ai nostri clienti con tutte le cautele e le attenzioni che la situazione richiede, ma questo è impossibile con le linee guida fornite dall’Inail, che sono inaccettabili, prima tra tutte la distanza di 5 metri tra un ombrellone e l’altro e 4,5 metri per la distanza individuale. Misure che non tengono conto della realtà e delle differenze tra le spiagge e con una disparità enorme rispetto ad altre situazioni come ad esempio per il trasporto aereo o la frequentazione di parchi».

Ed ecco quindi la controproposta del direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli. «Proponiamo una soluzione responsabile che potrebbe essere 10 metri al punto ombra (in pratica un ombrellone ogni 10 metri quadrati di arenile, ndr) con tempi certi e immediati per la riapertura – precisa il direttore –. A tutt’oggi non sappiamo cosa dire ai nostri consociati titolari degli stabilimenti che ci chiedono se lunedì potranno riaprire, perché non abbiamo ancora avuto notizie dal presidente della Regione. Ma noi dobbiamo tornare subito a lavorare visto che gli aiuti di Stato non sono arrivati e il 30% delle imprese rischia di non riaprire».

A dare sostegno ai manifestanti responsabilmente disposti in piedi e distanziati sulla sabbia con mascherina e cartelli in mano, c’era come detto anche Conti. «Sono dalla vostra parte – ha esordito il sindaco –. Sono qui per manifestare la vicinanza di tutta l’amministrazione ai balneari e per chiedere che gli sia consentito di poter ripartire secondo regole chiare. Ci troviamo di fronte ad una situazione complessa perché questa non sarà un’estate come tutte le altre e in tempi normali gli stabilimenti sarebbero stati già tutti aperti da almeno un mese. Come amministrazione, chiediamo al governo centrale e al governatore Rossi che si arrivi a fornire soluzioni veloci e risposte certe su come far ripartire i nostri operatori e, di conseguenza, tutto l’indotto del turismo balneare. La situazione economica generale comincia a diventare complessa e urgente, lavoriamo insieme per far sì che gli stabilimenti e più in generale tutti gli operatori del litorale possano ripartire. Velocemente, così che l’estate 2020 possa rappresentare il primo segnale di ripresa economica per il nostro territorio». —

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