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«Il test? Agli italiani» Gambaccini sotto accusa
pisa
«Questi del Pd sono fissati, io direi che i test debbono essere somministrati prima agli italiani e ai toscani che devono tornare alla vita normale e soprattutto a lavorare». Lo ha scritto qualche giorno fa sul proprio profilo Facebook l’assessore del Comune di Pisa e presidente della Società della Salute Gianna Gambaccini. E le reazioni non sono state proprio entusiastiche. Almeno da parte di alcuni che non hanno perso tempo a segnalare l’inopportunità di una considerazione legata alla nazionalità dei destinatari del test sierologico per il Covid-19, a maggior ragione in considerazione della professione dell’assessore pisano, quella di medico. Ad avanzare forti critiche è stato, tra gli altri, l’esponente della sinistra pisana Roberto Cini, che ha deciso di segnalare la presa di posizione dell’assessore all’Ordine dei Medici.
«Gambaccini, oltre ad essere (purtroppo) assessore del nostro Comune, è pure un medico – afferma Cini –. Ecco, a giro per il nostro comune, vi sono centinaia di lavoratori stranieri provenienti da ogni parte del mondo e che prestano servizio nelle nostre aziende, o nelle nostre famiglie come colf e badanti. Ecco, secondo questa “scienziata” a loro il test non andrebbe fatto, o comunque si devono mettere in coda perché, manco a dirlo, “prima gli italiani”. Così magari, la badante ucraina o russa dei nostri nonni può infettare tranquillamente il nonno e tutta la sua famiglia. L'elettricista svizzero dipendente di una azienda pisana può infettare tutti i suoi colleghi. Il motivo? Secondo la Gambaccini perché “prima gli italiani”. Roba da matti». —
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