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Salta il Gioco del Mulino forse un’edizione autunnale

PierLuigi Ara

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Domenica scorsa, 10 maggio, avrebbe dovuto svolgersi il Gioco del Mulino. La storica manifestazione, unica in Italia, in grado di calamitare l’interesse di migliaia di persone è stata però annullata come capitato ormai a decine e decine di eventi. Il coronavirus ha bloccato tutto e tutti.

Daniele Cionini, magistrato del Gioco del Mulino oltre che del Gioco del Ponte per la squadra di Calci nella parte di Tramontana, spiega: «Con sommo rammarico abbiamo preso atto della situazione che si è determinata con l’emergenza Covid-19. Siamo stati costretti a gettare la spugna. Alziamo in alto le mani e ci arrendiamo di fronte alla tragedia che ha investito il mondo intero con un numero altissimo di vittime e tante persone senza più lavoro. Problemi infiniti. Rendiamo omaggio a chi ci ha lasciato con l’angoscia del momento. Non ci sono le condizioni per la palpitante sfida dei mugnai in rappresentanza degli otto rioni della Val Graziosa».

Diciamo che la manifestazione è stata sospesa, ma non annullata nel senso che potrebbe tenersi in data da stabilire?

«Non è pensabile, ora, dare una risposta sicura alla domanda che ci viene posta da più direzioni, l’epidemia è ancora in corso e neppure è ipotizzabile quando terminerà».

In passato il Gioco del Mulino ebbe luogo in autunno.

«È vero, ma tradizionalmente l’appuntamento è la seconda domenica del mese di maggio, e precede di poco il Gioco del Ponte di Pisa a cui in qualche modo è legato il Gioco del Mulino».

Chissà se entro la fine del 2020, magari a novembre, si potrà assistere in extremis alla spettacolare battaglia a colpi di farina, protagonisti La Pieve, Castelmaggiore, Montemagno, Nicosia, La Corte, La Gabella, Pontegrande e Castello.

«Anche per scaramanzia non dico niente, non mi pronuncio. Mi ricordo però, per la cronaca, che la prima edizione del Gioco del Mulino ebbe il battesimo in un lontanissimo mese di ottobre. In una giornata non dimenticata dalla pioggia» .

Intanto la preparazione dei combattenti è interrotta da almeno due mesi nella storica palestra presso le scuole, dietro il municipio.

«Per forza... E neppure è dato sapere quando e se si riparte. Già questo rende nebuloso il futuro. Va da sé che la speranza è sempre l’ultima a morire. Vogliamo bene a questo evento anche perché legato all’identità del territorio, carico di storia e ricco di tradizioni che affondano le radici nel lavoro della nostra gente».

Tutto fermo, e non sarà semplice rimettere in moto la macchina organizzativa.

«Non ci scoraggiamo, forti del nostro entusiasmo e con intatto l’orgoglio di essere calcesani, abituati da sempre a lottare controcorrente». —

PierLuigi Ara

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