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«Così al ristorante, progetto per piazza della Berlina»
PISA
«Come ripartire? A quali condizioni? Sono domande che attendono ancora una risposta e che rendono molto difficile fare valutazioni. Perché ci sono molti pubblici esercizi per i quali non vale il principio di riaprire a tutti i costi. E infatti c’è chi ci ha già detto che non riaprirà». Il complesso equilibrio tra grandi incertezze e grandi speranze è racchiuso nelle parole di Massimo Rutinelli, presidente del sindacato pubblici esercizi Fiepet di Confesercenti Pisa. L’associazione ha fatto una serie di proposte alla Regione e attende di sapere quante saranno recepite. «Abbiamo avanzato proposte per soluzioni possibili - dice Rutinelli - consapevoli che niente sarà più come prima».
Sull’esigenza di estendere il suolo pubblico, il dirigente di Confesercenti è concreto: «La concessione di spazi ulteriori non potrà essere uguale per tutti perché dipenderà dalla posizione dei locali renderla possibile o meno. Ci saranno zone avvantaggiate e altre meno. Magari saranno avvantaggiate zone come piazza Santa Caterina e piazza Danti che finora per altri fattori erano state svantaggiate».
Nel frattempo, Rutinelli si appresta a presentare in Comune un progetto pilota per l’utilizzo degli spazi pubblici. «Riguarda piazza della Berlina ed è dal 20 aprile - sottolinea Rutinelli - che abbiamo chiesto un incontro all’assessore Pesciatini e forse riusciamo a farcela». Il progetto è denominato “Pic nic”. In cosa consiste? «I locali che insistono sulla piazza, dal Crudo al Tegame, dal Sushi Bar alla gelateria, mettono a disposizione nel complesso i loro tavolini per tutti gli avventori, senza distinzioni, e tutti distanziati di un metro e ottanta. In questo modo si creerebbe un unico grande ristorante, senza servizio al tavolo e con le modalità dell’asporto, dove il cliente può prendersi da mangiare e da bere, fino al gelato. Inoltre, senza aumento di prezzo, l’avventore potrà decidere di dare il 10% dello scontrino in beneficenza, sotto forma di alimenti per il Banco Alimentare o la Caritas». —
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