Il Tirreno

Pisa

Gli aiuti alle famiglie 

Allarme povertà, Potere al popolo scende in campo

S.V.
Allarme povertà, Potere al popolo scende in campo

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Pasta, farina, legumi e olio, ma anche caffè, latte, biscotti e zucchero, per cercare di rendere un po’ meno amara la vita ai tempi del Covid-19. È questa la composizione di una delle buste riempite grazie all’iniziativa “Attiviamo la solidarietà”, promossa da Potere al popolo Pisa: una raccolta alimentare per aiutare gratuitamente chi si trova in grave difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. Tutta la cittadinanza può contribuire, portando direttamente i prodotti alimentari non deperibili nei due punti di raccolta (ogni martedì e giovedì alla Casa del popolo di via Bovio e, previa comunicazione telefonica, alla Sartoria Eleganza in via Napoli), o con una donazione alla raccolta fondi lanciata sulla pagina Facebbook dall’organizzazione. «Questa iniziativa è partita a fine aprile», spiega Tommaso Renzi, portavoce di Potere al popolo Pisa. «Oltre alle altre modalità di raccolta, chi ha alimenti da donare può anche contattarci singolarmente, e noi ci muoviamo per prelevare le buste di persona. All’inizio svolgevamo un lavoro di assistenza con i buoni alimentari messi a disposizione del Comune, ma molte persone non rientravano a causa dei parametri stingenti. I fondi sono pochi e restavano escluse molte situazioni comunque critiche: basta avere un reddito a famiglia superiore ai 300 euro, in qualsiasi forma, per non accedere ai buoni. Per questo abbiamo deciso di partire e sin dalla prima settimana abbiamo avuto un ottimo riscontro». Sono già circa 40/50 i pacchi alimentari già consegnati o pronti per la consegna. Ma purtroppo il riscontro è alto anche nel numero di chi ha bisogno di questo sostegno: «Sabato scorso le prime dieci famiglie hanno ricevuto uno o due pacchi, a seconda del nucleo familiare – continua Renzi –. Per praticità abbiamo scelto di fare le consegne il sabato pomeriggio e la settimana scorsa c’è la stata la prima distribuzione, che ha coinvolto diverse zone della città. In questo momento le situazioni di povertà si sono molto aggravate, colpendo anche categorie che prima riuscivano a vivere dignitosamente».

Tra i primi a ricevere il pacco alimentare c’è Fausto Garzelli: «Ho ritirato questo aiuto perché non riesco ad arrivare a fine mese – racconta –. Siamo in tre in famiglia e viviamo soltanto con la mia pensione, ma non basta per pagare tutto. E appena sono tornato a casa mi sono preparato ben due macchinette del caffè. Era da 6/7 mesi che potevo permettermi solo orzo e cicoria». — S.V.



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