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Rapina violenta in casa per prendere un cellulare Confermati 4 anni e mezzo
PISA
Condanna definitiva a 4 anni e mezzo per pluriaggravata in concorso per Mohamed Ben Chattoux, 35enne, tunisino, autore di un’aggressione di gruppo a casa di un italiano per recuperare un cellulare che sosteneva essergli stato rubato.
La sentenza in primo grado emessa a Pisa nel 2012 e l’appello del 2015 a Firenze hanno ricevuto la conferma della Cassazione.
Si legge nella sentenza della Suprema Corte: «Il racconto della persona offesa risulta ampiamente riscontrato dalle indagini sui tabulati telefonici, e coronato dalle ammissioni degli imputati circa il loro ingresso nell’abitazione e circa le percosse inferte a questi alla parte offesa dal Ben Chattoux, non lascia sussistere il minimo dubbio circa la partecipazione di tutti costoro ad una vigliacca spedizione punitiva nei confronti di un soggetto solo, fisicamente e psichicamente debilitato per i postumi di un grave incidente stradale».
Per la difesa, l’avvocato Massimo Parenti, Chattoux doveva essere giudicato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e non per rapina violenta.
Aggiungono in Cassazione: «Non si vede come il fantomatico furto di un vecchio cellulare potesse legittimare l’impossessamento di un apparecchio di notevole valore quale un Blackberry 8520 nella disponibilità della vittima. L'azione sottrattiva verificatasi perpetrata in ora notturna, ad opera di folla tumultuante, nei confronti di un soggetto a minorata difesa, con violazione di domicilio, con percosse sadicamente dirette nel distretto corporeo menomato (protesti all’anca, ndr) con minacce di morte e con l’ingiunzione di non rivolgersi ai carabinieri, col risultato di indurre la persona offesa a cambiare domicilio e a mettere in vendita la sua abitazione, appare di tale sproporzionata virulenza da eccedere manifestamente il ragionevole intento di far valere un preteso diritto». —
P.B.
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