Italia
Bonifici dalle famiglie
Senza le tradizionali offerte al termine delle celebrazioni anche i bilanci delle parrocchie sono in crisi: tanti contributi dopo le messe in streaming
pisa
Non sono il principale capitolo di bilancio per assicurare la sopravvivenza delle parrocchie, ma le offerte e le donazioni dei fedeli rappresentano un importante contributo per la gestione “domestica” delle singole chiese. Bollette e manutenzioni. Mutui e piccoli interventi strutturali. Il lockdown e la conseguente sospensione di tutte le attività liturgiche ha messo a dura prova anche le chiese. La fase due e le misure necessarie per adeguare gli edifici religiosi alle norme per il contenimento dell'epidemia, sono accompagnati da interventi straordinari per far fronte ad affannosi conti e bilanci dimagriti, conseguenza anche dello stop a matrimoni, battesimi e prime comunioni. Dove non è arrivata la mano santa, è stata quella dei singoli preti a fronteggiare con risparmi personali o con quelli della parrocchia la gestione delle strutture religiose. In altri casi, come avvenuto per almeno quattro parrocchie pisane, è stata invece la generosità dei fedeli ad assicurare un minimo di sostentamento attraverso inedite raccolte fondi. Interi condomini mobilitanti per contribuire alla gestione della chiesa del quartiere o gruppi di fedeli che hanno promosso raccolte di fondi non più versate nelle cassette all'ingresso delle chiese, ma attraverso bonifici al termine delle celebrazioni liturgiche in streaming. La chiusura forzata delle chiese ha in ogni caso azzerato le entrate: dalle poche decine di euro delle parrocchie più piccole alle diverse centinaia di euro che quelle più frequentate riescono normalmente a raccogliere durante ogni messa.
«Per una quindicina di parrocchie abbiamo dovuto attivare una procedura di dilazionamento del pagamento delle bollette e di altre scadenze – spiega don Francesco Barsotti, economo della diocesi di Pisa –. La speranza è che la Cei stabilisca al più presto il percorso per il sostegno alle parrocchie e di avere indicazioni su come fronteggiare le situazioni più difficili».
I campi solari e le altre attività organizzate dalle singole parrocchie nel periodo estivo potrebbero rappresentare un concreto aiuto per far fronte a ristrutturazioni, interventi di manutenzione e pagamenti vari. «Sono attività che assicurano qualche introito, ma quest'anno prevediamo anche molti costi per sostenere gli interventi necessari a concretizzare tutte le misure per il contenimento dell'epidemia», prosegue don Barsotti.
Con il lockdown e il blocco delle entrate, si sono momentaneamente interrotti anche i percorsi di sostegno che le singole parrocchie hanno attivato a favore delle famiglie più bisognose. Entro il prossimo mese la curia pisana ha intenzione di concordare con tutti i parroci una serie di misure che, anche sulla base dei sostegni della Cei, possa assicurare tutti gli strumenti, anche economici, per una piena ripartenza. —
D.R.
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