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Addio a Sandroni, anima della Filarmonica
È stato a lungo presidente della “Verdi” di Calci e assessore nella giunta Possenti. Aveva 76 anni
Calci. La Valle Graziosa è in lutto per la morte di Sandro Sandroni, ex assessore comunale e presidente della “Filarmonica Giuseppe Verdi”. Sandroni, figura molto popolare anche oltre il territorio calcesano, aveva 76 anni. Sofferente da tempo, si è spento nella sua abitazione al centro del paese, in via Roma, non lontano dal palazzo municipale, dove viveva con la moglie Grazia, accanto alla casa della figlia Raffaella, apprezzata insegnante di musica. Un altro figlio, Giacomo, risiede a Fauglia, mentre da anni non c’è più il terzo figlio, che ha perduto la vita in un terribile incidente della strada, alla guida di una motocicletta. Un evento che ha segnato profondamente i Sandroni.
Sandro, grande umanità e simpatia prorompente, è stato un alto funzionario alla Cassa di Risparmio di Pisa, battendosi a favore degli ultimi e distinguendosi nel volontariato. Non amava la politica, anche se era collocato da sempre nell’area dei socialisti, ma quando è stato chiamato a fare parte della giunta comunale con il sindaco Bruno Possenti, vicesindaco Antonio Piccioli, non ha detto di no andando a ricoprire il ruolo di assessore al commercio. Ha fatto del superamento della burocrazia una tenace e spesso riuscita sfida.
Per una vita è rimasto ai vertici della Filarmonica “Giuseppe Verdi”, ricoprendo a lungo la carica di presidente. Ha guidato brillantemente la Filarmonica locale portandola a successi importanti a livello nazionale. Ha in particolare favorito l’ingresso di giovani con buona rappresentanza femminile. Tra i momenti più significativi la rassegna delle bande regionali con la presenza annuale ai concerti anche della Filarmonica dell’Accademia Navale di Livorno. Altro titolo di merito, l’arrivo all’ombra del Monte Pisano di prestigiosi gruppi musicali di tutta Europa. Quando ha lasciato, sono subentrati prima Mario Baroni e successivamente Giovanni Rossi ed ora Mario Pellegrini.
«Cinque anni di lavoro in giunta insieme. Cinque anni durante i quali ho imparato a conoscerti meglio, ad apprezzare le tue competenze, la tua proverbiale arguzia e l’amore per la musica che, tra le tante cose, hai trasmesso, contribuendo a rendere la nostra Filarmonica quella straordinaria realtà che è oggi», inizia così il ricordo del sindaco Massimiliano Ghimenti. «Quando ho avuto la triste notizia mi sono balzati alla mente il tuo sorriso contagioso, le bonarie “prese di giro” e le battute che amavi fare, nonostante le dure prove che la vita ti aveva riservato. Mi hai sempre supportato, mi sei stato al fianco prima che diventassi sindaco e dopo, come fanno gli amici veri, non hai mai mancato di consigliarmi e di farmi notare i miei errori. Calci perde un pilastro, io un amico vero. Un abbraccio grande e tutta la mia vicinanza ai familiari. Ciao, Sandro».
Il funerale si è svolto la mattina di martedì 12 gennaio nella pieve romanica di Calci. —
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