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Scontro sul Litorale “riservato” ai soli pisani

Lucia Aterini
Scontro sul Litorale “riservato” ai soli pisani

A innescare il dibattito il sindaco di Livorno che parla di misura “medioevale” e auspica un ripensamento

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Oltre a un tempo di emergenza e paure, il virus ci ha portato in dote una miriade di ordinanze che tra Livorno e Pisa hanno trovato il modo di dipingersi in “salsa” di campanile andando anche a toccare una sfera sensibile, ora più che mai, che riguarda la libertà di movimento. Il provvedimento che sta facendo discutere, emesso dal sindaco di Pisa Michele Conti, è quello che vieta ai livornesi, nei giorni festivi e prefestivi, l’accesso al litorale pisano. La questione ha fatto storcere il naso dall’altra parte dello Scolmatore. L’argomento, da parte amaranto, viene letto anche in termini futuri, quando le spiagge riapriranno davvero. Col timore di danni economici per i tanti imprenditori che vedrebbero calare i loro clienti. Il riassunto di tutto questo lo fa il sindaco di Livorno Luca Salvetti: «L'ordinanza del sindaco di Pisa entra in conflitto con le possibilità che l'ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi prevedeva per tutti i cittadini toscani - spiega - mentre Rossi consente a chi va a piedi ed in bicicletta di andare dovunque a svolgere attività motoria e ad utilizzare anche il mezzo proprio per andare a svolgere attività sportiva, ovviamente entro il territorio toscano, il sindaco Conti limita la possibilità di usare le spiagge ai soli pisani. I tanti livornesi che, da sempre, hanno vissute le proprie estati e tanti pomeriggi invernali nelle spiagge e negli stabilimenti balneari di Calambrone, Tirrenia e Marina, non potrebbero più farlo se l'ordinanza restasse in piedi e già oggi chi volesse in bicicletta recarsi a fare una passeggiata non potrà farlo, pena il rischio di sanzioni». «Ovviamente - continua Salvetti - il sindaco di Pisa ha esercitato una sua prerogativa amministrativa, ma se così si facesse in ogni comune si determinerebbe una visione “medioevale” dei territori quando i riferimenti erano i contadi, che non ci sembra possa aver alcun senso oggi, soprattutto in territori che hanno livelli di contagio bassi e che sono, a parte il calcio, strettamente legati e connessi. Se un’ordinanza di questo genere rimanesse provocherebbe enormi danni anche a tutte le strutture balneari di quelle zone».E Salvetti conclude: «Ci auguriamo che ci sia un ripensamento su questa misura».Sulla questione livornese Conti non è voluto intervenire. Ha spiegato di non voler entrare in polemica con il suo collega ribadendo che si tratta di una misura per un’apertura graduale delle spiagge. E quindi, forse, come sperano anche gli imprenditori della zona, temporanea. —



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