Il Tirreno

Pisa

i musei dell’ateneo 

«Sarà un turismo diverso l’offerta è tutta da ripensare»

C.V.

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pisa

«Riaprire il 18 maggio? Non se ne parla neppure». Mentre i commercianti scalpitano per riaprire, il mondo della cultura museale e dei poli espositivi della città della Torre ci va con i piedi di piombo. Ed i più ottimisti indicano possibili ma contingentatissime riaperture solo verso le prime settimane di giugno.

Doccia gelata anche sull’Orto Botanico, un atollo di verde in pieno centro che rimarrà ancora congelato.

Chiara Bodei, presidente del Sistema museale di ateneo che riunisce 10 centri museali, parla in maniera esplicita, e dice: «Dobbiamo garantire le misure di sicurezza sia per il personale che per i visitatori. Le aperture prossime saranno a fruizione mista ma al momento mancano le linee guida. Stiamo lavorando ovviamente per le aperture ma con tutte le cautele e gli scrupoli del caso». Riaperture contingentate ma non solo. «Bisogna prevedere che l’accoglienza sarà diversa così come l’offerta. Si va verso un turismo che sarà più “lento” fatto di gruppi familiari e di distanziamento sociale. C’è molto da fare quindi, vanno curati i dettagli, c’è insomma un turismo e un’offerta da ripensare».

Sull’Orto Botanico, Bodei dice: «Lo apriremo prima possibile. Lo so. È un luogo di pace oltreché di verde proprio nel cuore della città. Il personale ha continuato a curarlo ed è nostra premura restituirlo prima possibile».

Elena Bonaccorsi è la direttrice del Museo delle scienze naturali di Calci che ha inanellato di anno in anno centinaia di migliaia di visitatori. «Allo stato dell’arte non c’è alcun vero protocollo di sicurezza per le riaperture e la fatidica data del 18 è solo indicativa e non obbligatoria. Il nostro ateneo è molto prudente e se ne comprendono benissimo le ragioni, e nulla deve essere lasciato al caso o fatto con precipitazione». La direttrice riprende ed aggiunge: «Stiamo lavorando ovviamente sulle questioni del distanziamento sociale e procederemo con scrupolo ma in vista di una sicura prossima apertura».

Un altro importante museo che ha un turismo erudito e di veri cultori di piccole ma curatissime mostre, è quello di Palazzo Lanfranchi sempre nell’ambito del circuito dell’ateneo. «La data del 18 maggio è fin troppo ottimista, quasi simbolica – dice il direttore Alessandro Tosi –. La decisione di riaprire i nostri spazi deve essere fatta collegialmente e di concerto anche con la città. Per ora invito a visitare i nostri social ed il nostro sito. Abbiamo lavorato tantissimo per creare un nuovo modo di visitare e di relazionarsi con i nostri visitatori creando apposite sezioni digitali dove ad esempio bambini e genitori possono divertirsi imparando la nostra storia dell’arte e delle opere di grafica» . –

C.V.

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