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«Fermi, non potete bere qui in strada il vostro caffè»
La polizia municipale ha bloccato e redarguito (senza fare multe) alcune persone. Proposta del Pd al sindaco: spazi gratuiti più ampi per le attività commerciali
pisa
Sorvegliati speciali. La vendita da asporto dà una parvenza di respiro a bar, pizzerie e ristoranti. Ma ora l’occhio delle forze dell’ordine è puntato sul rischio di assembramenti all’esterno dei locali.
Ieri mattina in centro una pattuglia della Polizia municipale ha fermato e redarguito alcune persone che si gustavano, per quello che è possibile, un caffè poco lontano dal bar che glielo aveva servito. «Non potete berlo in strada, dovete portarlo in casa o in ufficio», è stata la reprimenda degli agenti agli attoniti avventori con il bicchierino di carta in mano. Lo prevede l’ordinanza regionale con cui è stata autorizzata la vendita da asporto. Chi trasgredisce può ricevere una sanzione da 400 a 3mila euro.
I baristi, con i nervi a fior di pelle per i due mesi di stop, per ora reggono l’urto dello zelo di una vigilanza che li espone al rischio giornaliero di sanzioni.
Una proposta, in questo senso, per cercare di trovare equilibri meno precari, arriva dal consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo e dalla consigliera comunale dem Olivia Picchi che, insieme al gruppo consiliare del Pd a Palazzo Gambacorti, le ha già illustrate nelle commissioni competenti.
L’idea, che diventa un contributo al piano “Riapri Pisa” presentato dal sindaco Conti, è quella della «creazione - dicono - di grandi spazi di condivisione a disposizione dei cittadini e delle attività commerciali, un modello da esportare anche altrove. Per farlo serve che il Comune metta a disposizione gratuitamente, una volta terminata l’emergenza, tutti gli spazi pubblici possibili: se infatti oggi è fondamentale riaprire la Ztl per garantire di poter arrivare con la macchina davanti ai locali che fanno l’asporto, quando questi potranno riaprire sarà necessario che possano sfruttare al massimo lo spazio di fronte ai loro ingressi per agevolare il distanziamento della clientela. Questo può valere per i lungarni e per le principali piazze della città, ma anche per tutte le zone del litorale. Così facendo potrebbero essere attuati anche specifici progetti in accordo tra gli esercenti e potrebbero tenersi, in sicurezza, anche spettacoli di accompagnamento alle serate».
Una proposta in linea con la previsione del governo, annunciata dal ministro Franceschini, di esentare bar e ristoranti dalla tassa di occupazione del suolo pubblico. —
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