Il presidio
Né biglietti, né abbonamenti: entrate ridotte del 35%
In circa due mesi le casse societarie sono “dimagrite” di quasi quattro milioni di euro Cassa integrazione a rotazione per venticinque lavoratori
pisa
Una rivoluzione che rischia di travolgere il sistema di trasporto pubblico locale. La riduzione delle corse, i posti contingentati e il lockdown che ha quasi azzerato gli spostamenti potrebbero segnare anche l'inizio di una crisi delle società che gestiscono il servizio.
La Ctt Nord ha assistito ad un progressivo calo delle entrate derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. Né biglietti, né abbonamenti. E le casse, in circa due mesi, sono “dimagrite” di quasi quattro milioni di euro.
«Le entrate si sono ridotte di oltre il 35%», spiega il presidente della Ctt Nord Andrea Zavanella. Prima del lockdown, le casse aziendali erano alimentate da circa dieci milioni di euro di entrate mensili. Di questi, sette milioni di risorse pubbliche e tre provenienti dalla vendita dei titoli di viaggio. Voce, quest'ultima, che dall'inizio dell'emergenza sanitaria si è praticamente azzerata. La riduzione del servizio, con conseguente risparmio di carburante ed usura dei mezzi, e l'attivazione della cassa integrazione a rotazione ha permesso di bilanciare i costi aggiuntivi che la società sta sostenendo per l'acquisto dei dispositivi di protezione individuale e per la sanificazione delle vetture e dei locali aziendali. Il primo, parziale, bilancio della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara indica minori entrate per quasi due milioni di euro al mese dall'inizio del lockdown. Nel frattempo l'azienda ha dovuto riorganizzare l'intero servizio. A partire dal numero limitato di ingressi sui bus. Tredici passeggeri al massimo sulle vetture da 18 metri (a fronte di una capienza di 149 persone); dieci su quelle da 12 metri (oltre 70 la capienza normale), ma la capacità di “accoglienza” varia a seconda di ogni singolo autobus, sui quali nei prossimi giorni compariranno degli adesivi per indicare i posti (seduti o in piedi) da occupare.
Il servizio è andato incontro ad una riduzione del 32% che ha imposto anche il ricorso alla cassa integrazione a rotazione che a Pisa, su circa 220 dipendenti, coinvolge settimanalmente almeno 25 lavoratori. I sindacati chiedono di implementare, in particolare nei pressi delle fermate più frequentate, il numero del personale a terra addetto alla verifica dei titoli di viaggio (le obliteratrici non sono utilizzabili perché quasi tutte installate nei pressi della cabina di guida, area interdetta all'utenza) e di incrementare il numero di corse soprattutto negli orari di punta. —
D.R.
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