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«Stanno consegnando il settore all’abusivismo, ci fanno morire»
Anche in Valdera e nella zona del Cuoio si moltiplicano le richieste per riaprire parrucchieri e centri di estetica prima dell’inizio di giugno
MONTOPOLI
È partita da “Bizzarre acconciature” e da Simona Stassi di Marti nel comune di Montopoli Valdarno e in poco tempo ha ricevuto numerose adesioni da parte di titolari di attività di parrucchiere e centri estetici della Valdera e del Valdarno, una lettera-appello rivolta al presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Due mesi di chiusura hanno messo a dura prova numerose attività e la prospettiva di dover restare senza lavoro un altro mese di inattività spaventa. Nel Dpcm del 26 aprile non si è fatta alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. E questo ha alimentato grande malumore nel comparto. Tutto lascia intendere che ci sarà un nuovo slittamento a giugno della riapertura di queste attività. Sui social molti operatori hanno fatto sentire la loro voce contro quella che ritengono «una condanna a morte per l’intero settore».
Ora molti sono pronti a sostenere la lettera in cui si ricorda che le attività con servizi alla persona sono le più sicure dal punto di vista igienico. «Con queste disposizioni ci stanno chiedendo di chiudere per sempre e non di tenere chiuso. Un’impresa su tre non è in grado di reggere l’impatto di un altro mese senza incassi. E attenzione, deve essere chiaro: se lo stato prevedesse aiuti concreti, non sarei nemmeno qui a scriverle». Gli aiuti promessi a chi è stato costretto a chiudere i seguito all’emergenza coronavirus non sono arrivati. «Ma noi continuano ad avere quasi gli stessi costi di gestione. Per molte imprese 600 euro servono per coprire i costi di un giorno. Perché attendere giugno? », chiedono i firmatari della lettera rivolta a Conte. E aggiungono: «Questa situazione significa consegnare decine di migliaia di persone all’abusivismo incontrollato. Un modo per farsi beffe dello Stato e di chi le paga le tasse: fanno strisciano i clienti di casa in casa moltiplicando i rischi di contagio». Insomma, secondo la maggioranza di chi lavora nel settore, prolungare la chiusura oltre a fare chiudere le imprese serve a fare prosperare l’illegalità.
L’impressione è che si rischi di «distruggere in un trimestre ciò che è stato creato con anni e anni di impegno, di passione, di dedizione. Serve coraggio. Serve che il Governo faccia riaprire prima di giugno. Serve ridare speranza, forza, cuore, a chi merita un suo segnale concreto». Parrucchiere ed estetiste «chiedono di riaprire nel rispetto delle regole e delle persone che certamente le sapranno rispettare».
La lettera è stata condivisa anche da Estetica Elisabetta di San Giuliano Terme (che ha contattato anche il sindaco Sergio Di Maio), Mirco Pugliesi di Selvatelle, Haircolor di Pontedera e da titolari di altri centri della provincia di Pisa e non solo. –
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