Il Tirreno

Pisa

«Se avete un amico musicista acquistate un’opera del suo lavoro»

Carlo Venturini
«Se avete un amico musicista acquistate un’opera del suo lavoro»

Il chitarrista Lorenzo Niccolini, apprezzato a livello nazionale, lancia un appello a sostegno della categoria, tra quelle colpite dal lock down 

3 MINUTI DI LETTURA





pisa

I musicisti vivono d’aria e sospiri o del loro lavoro? E ora che attività lavorativa (intendendosi per lavoro un’attività equamente retribuita) possono fare? Lorenzo Niccolini, fingers guitarist tra i più apprezzati a livello nazionale, lancia un appello che si accorda orchestralmente a quello di altri artisti-musicisti che lavorano nei locali, nelle piazze, nei festival.

«Se avete un amico musicista, una persona cara o un artista che stimate dategli un contributo acquistando il frutto del suo lavoro perché il momento è drammatico», dice il musicista. La storia artistica di Niccolini, il suo lavoro è iniziato con piazze pubbliche che facevano da cassa di risonanza a quelle corde di chitarra che vibravano più di ali di colibrì. Cosa resta in quelle piazze a parte il silenzio? Dalle piazze, il chitarrista si è spostato nei locali di tutta la Toscana per poi partecipare su invito a festival europei. Un artista rabdomante, il nostro Niccolini, in cerca di persone, di giovani che non potevano rimanere sordi e ciechi alla sua musica e alle sue “evoluzioni” di tendini e muscoli e unghie sulla chitarra.

Nell’appello, Niccolini dichiara: «Faccio il musicista di professione da circa otto anni e sono un cosiddetto “lavoratore ad intermittenza”, cioè fornisco prestazioni occasionali in concerti in giro per l’Italia. Chi mi conosce sa che non ho mai disdegnato la gavetta di questa professione suonando ovunque mi fosse data la possibilità, dai ristoranti fino alla strada per arrivare in fondo al mese». Niccolini non parla solo per sé, ma per quasi tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo, e dice: «La nostra categoria non ha una rappresentanza sindacale e in moltissimi casi è costretta a lavorare in maniera precarissima perché i locali, già stremati dalla situazione economica, non possono permettersi di regolarizzare dei lavoratori occasionali».

Qualcuno potrebbe pensare che però esiste internet, il web. In realtà quello di internet è un boomerang. «Con l’avvento di internet e dei social media, l’industria discografica è praticamente collassata e noi siamo costretti a diffondere gratuitamente, ripeto gratuitamente, la nostra opera per farci pubblicità con video e album in streaming gratuito, sperando di essere notati e chiamati dai locali oppure per avere una “fan base” larga che possa seguirci nei concerti». Giocare la carta dunque dei social che da sempre pompano la gratuità di informazioni e intrattenimento, è alla lunga, depauperizzante. Niccolini come altri musicisti non può appellarsi a quella “mancia” governativa di 600 euro lordi alle partita Iva. «Attualmente non percepisco alcun sussidio da parte dello Stato e sto attingendo a quei pochi risparmi che si possono mettere da parte con questo lavoro. Inoltre, noi operatori dello spettacolo, siamo stati i primi a fermarci e saremo sicuramente fra gli ultimi a riprendere. Le previsioni parlano addirittura di primavera 2021» .

Niccolini non si dà per vinto, per nulla. «Sinceramente non so quanto ancora potremo andare avanti ma sto pensando di cambiare lavoro e a breve riprenderò a dare lezioni di chitarra online» . Quanto può durare la resilienza di un musicista? Perché le librerie sono aperte mentre non lo sono i negozi di musica? A ogni modo, i lavori di Niccolini sono rintracciabili su piattaforme di e-commerce. I suoi come quelli di molti colleghi. L’auspicio è che anche la mano pubblica regionale e comunale possa prendere atto di questi invisibili loro malgrado. —

Carlo Venturini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web