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Pisa

«Un nulla osta per poter riaprire i cimiteri»

Lettera dei sindaci del Lungomonte al prefetto e al governatore Rossi. Conti: ipotesi di un’ordinanza almeno per alcune ore

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PISA

«Stiamo valutando come poter riaprire i cimiteri. Un’ipotesi sarebbe un’apertura di mezza giornata oppure per alcune ore o ancora a giorni alterni. Credo che le condizioni possano esserci», dice il sindaco di Pisa, Michele Conti. Sul suo tavolo la possibile ordinanza per riaprire i cimiteri almeno parzialmente.

Una richiesta simile arriva dai sindaci dei Comuni del lungomonte ed è rivolta al prefetto Giuseppe Castaldo e al governatore Enrico Rossi. «Inizia ad essere veramente lungo il periodo di distacco imposto ai nostri cittadini che non possono far visita o prendersi cura dei loro cari defunti. Ci saremmo aspettati una qualche indicazione dal governo ma, in assenza di direttive specifiche e di una prospettiva temporale certa, riteniamo necessario il vostro intervento per superare il blocco causato da un circolare del ministero della Salute», scrivono i sindaci in una lettera in cui chiedono un nulla osta o l’emissione di un’ordinanza regionale specifica per permettere, nel rispetto del distanziamento sociale e delle misure emanate per contrastare la diffusione del Covid-19, alla comunità di poter far visita ai propri defunti.

La richiesta dei sindaci di Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano e Vicopisano mira a consentire, così come avviene per tutte quelle attività all’interno delle quali è permesso l’ingresso a determinate condizioni, una misura volta «a scongiurare affollamenti - precisano Massimiliano Ghimenti, Sergio Di Maio, Massimiliano Angori e Matteo Ferrucci - che possono essere evitati non solo con la chiusura materiale dei cimiteri come dispone la circolare, ma anche con misure di prevenzione e presidio degli accessi e con il relativo contingentamento». Una proposta messa nero su bianco e corredata dal supporto scientifico redatto spontaneamente da una microbiologa residente a Calci che ha inviato al sindaco delle proposte basate su dati emanati dall’Istituto Superiore di Sanità.

«Abbiamo accolto questi suggerimenti - concludono i sindaci del lungomonte - e li abbiamo ulteriormente inaspriti per massima prudenza e, se autorizzati, ci impegneremo a rispettarli. Per questo congiuntamente chiediamo al prefetto e al governatore della Toscana un nulla osta o, ancor meglio, l’emissione di un’ordinanza regionale specifica, così come fatto su molti temi, al fine di rendere omogenea l’applicazione delle procedure ipotizzate. Ci siamo permessi di suggerire e richiedere l’emissione di un atto uniforme alle autorità preposte affinché valutino una misura generalizzata che possa scongiurare confusione tra i cittadini favorendo una riapertura sicura e, al contempo, evitando ordinanze locali emesse a macchia di leopardo». —

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