Il Tirreno

Pisa

L’appello al Comune 

Teatri, cinema e associazioni chiedono un tavolo di lavoro

D.R.
Teatri, cinema e associazioni chiedono un tavolo di lavoro

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Pisa

«Solo una progettualità plurale e condivisa può evitare il collasso dell’intero comparto culturale pisano». È l’appello che associazioni culturali, compagnie teatrali, cinema e locali di pubblico spettacolo lanciano all’amministrazione comunale chiedendo la convocazione di un tavolo per analizzare il futuro scenario che si prospetta per quello che rappresenta un importante comparto dell’economia cittadina.

«Nei giorni scorsi, l’assessore alla cultura Magnani ha annunciato gli interventi che l’amministrazione prenderà per arginare in qualche modo gli effetti del post-Covid – sottolineano in una lettera Lumiere, Borderline, Pisa Jazz, Exwide, Caracol, Leningrad Café, Cineclub Arsenale, Sacchi di sabbia, Pisa Folk e Arci –. Apprendiamo favorevolmente l’ipotesi di forme di supporto, ma non capiamo a chi questi strumenti saranno rivolti. Si parla di soggetti professionali quali scuole di musica, danza e teatro. Pensiamo che il mondo della cultura pisano sia più variegato e che la crisi economica del settore metterà a rischio decine di posti di lavoro. Chiediamo quindi, come annunciato dal sindaco dopo la decisione dei locali di sospendere le attività prima che fossero obbligati, un momento di confronto per analizzare gli scenari futuri e immaginare insieme strumenti e forme di intervento».

Misure necessarie a sostenere la riapertura, ma anche a scongiurare una crisi occupazionale che potrebbe coinvolgere gli oltre cento dipendenti impiegati nei soli locali. «Pisa è una città che ha un sistema culturale che impegna decine di persone – proseguono associazioni e gestori dei locali –. La sfida che ci troviamo davanti ha caratteristiche drammatiche e le facili soluzioni, la mancanza di coordinamento con il comparto culturale o la semplice fretta possono avere quale unico risultato un disastro in termini economici e sociali. In queste settimane di lockdown abbiamo in tutti i modi possibili fatto la nostra parte: chiudendo le attività, condividendo contenuti in streaming, rilanciando campagne di crowdfunding per gli ospedali e i sanitari impegnati, invitando tutti a rimanere a casa. Ci aspettiamo che lo stesso senso di responsabilità faccia parte delle scelte di chi ha il compito di governare la città». — D.R.

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