Il presidio
«Senza aiuti le scuole private sono a rischio sopravvivenza»
Lettera al governo degli istituti delle Immacolatine sottoscritta da numerose realtà del territorio pisano
PISA. «Se nei prossimi decreti il governo non prevederà l’erogazione di aiuti alle scuole private e paritarie temiamo che a settembre il nuovo anno scolastico per noi non inizierà». Da Alessandria, dove è la direzione centrale amministrativa e contabile degli istituti delle Immacolatine, è partita una lettera sottoscritta da altre realtà educative sul territorio nazionale, molte delle quali si trovano anche nell’area pisana. Dalle Suore Immacolatine di via Buonarroti alla Scuola Sant’Antonio da Padova di via Corridoni, dall’Istituto Figlie di San Francesco di via Andrea Pisano alla Scuola Beltrami di via Conte Fazio. E poi la Scuola Santa Chiara di Gello (San Giuliano Terme), la Scuola Sant’Antonio da Padova di Casciavola, la San Giuseppe di Calci, la San Francesco di via di Goletta, la Padre Agostino di via San Bernardo e l’Istituto Duchi Salviati di Migliarino.
La temuta chiusura, si sottolinea nel documento inviato anche ad alcuni parlamentari, «determinerà costi più elevati per lo Stato per ricollocare bambini e ragazzi che arriveranno dalla scuole private e, non meno dolorosa, la perdita del posto di lavoro per tanti nostri dipendenti». Il rischio, in mancanza di interventi, «è un impoverimento della funzione educativa della comunità scolastica. Se non arriverà un sostegno diretto a partire dalla fascia di educazione 0-6 anni e quindi ai nidi e alle scuole dell’infanzia paritarie ed ai loro servizi educativi (fascia che sembra essere finita nel totale dimenticatoio) si verificherà a brevissimo tempo un problema serissimo di sopravvivenza».
Gli istituti privati e paritari per venire incontro alle famiglie «e comprendendo giustamente la grave difficoltà in cui si sono venute a trovare, la stessa nella quale si sono trovati catapultati i nostri istituti, hanno applicato - si legge ancora - una riduzione della retta, chiaramente valutando l’importo dello sconto in base alla situazione concreta ed economica di ogni istituto scolastico».
«È veramente necessaria una concreta, immediata soluzione per una rilevante realtà educativa che deve essere intesa un unicum: scuola pubblica e scuola privata paritaria, non c’è una scuola di serie A o di serie B. È veramente necessario intervenire nel più breve tempo possibile - si conclude così il documento - per capire anche come gli istituti privati potranno organizzare l’inizio dell’anno scolastico a settembre, che ripetiamo non deve dimenticarsi della fascia di età dai 0 ai 6 anni dove la didattica a distanza non è di fatto realizzabile, tanto più che i servizi all’infanzia di fatto in Italia si reggono sull’offerta privata (nel nostro paese solo un bambino su 10 può accedere ad un asilo nido pubblico) e dando risposte concrete e immediate anche su come riorganizzare strutturalmente gli edifici scolastici per evitare classi “pollaio” e soprattutto con quali finanze economiche». —
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