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Migliaia di mascherine donate ai medici e alla Brigata Aerea
pisa
1.600 mascherine Ffp2 e 3.000 mascherine di tipo chirurgico. Sono i numeri dei dispositivi di protezione individuale donati dal Comune nell’atrio di Palazzo Gambacorti al dottor Giuseppe Figlini, presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Pisa, e alla 46esima Brigata Aerea, rappresentata dal generale Girolamo Iadicicco. Più nel dettaglio, 1.200 mascherine Ffp2 saranno distribuite dall’Ordine dei Medici a pediatri, guardie mediche e medici di base, mentre gli altri 3.000 dispositivi, adatti all’uso temporaneo, saranno destinati ai pazienti dei medici. Le restanti 400 mascherine Ffp2 vanno invece ai militari della 46esima Brigata.
«Le mascherine Ffp2, portate proprio dalla 46esima Brigata, fanno parte dei 10mila dispositivi donati dalla città cinese di Hangzhou, gemellata con Pisa», spiega Raffaella Bonsangue, vicesindaco con delega alla cooperazione internazionale. «Come destinatari abbiamo scelto le categorie che si sono ritrovate in prima linea ad affrontare l’emergenza, spesso all’interno di un quadro normativo poco chiaro. A loro va la vicinanza dell’amministrazione». Categorie che non si sono mai fermate dallo scoppio dell’emergenza, come ha ricordato il generale Iadicicco: «Sin dai primi giorni la 46esima Brigata è stata impegnata nel contenimento del contagio, sia con la distribuzione di materiale sanitario (270 tonnellate in Italia), sia con il trasporto dei pazienti in modalità bio-contenimento verso altri centri medici». In prima linea anche il personale sanitario, che ora dovrà fare i conti con la fase 2 della sanità: «Queste mascherine rappresentano un importante atto di sostegno all’operato dei medici di base», sottolinea il dottor Figlini. «Fino ad ora c’è stata una riduzione, quasi una sospensione, di tutte le attività mediche non legate al coronavirus. Ora bisognerà smaltire, per esempio, 2-3 mesi di interventi chirurgici sospesi non d’urgenza e in generale la ripresa sarà rallentata, perché non ci potranno essere sale d’attesa piene. C’è poi la questione della sanificazione delle strutture da riaprire, come gli ambulatori dei medici di famiglia, ma soprattutto quelle dei dentisti, dove ci dovrà essere, nella gestione delle normali patologie, un’attenzione ancora maggiore con sanificazioni giornaliere». —SARA VENCHIARUTTI
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