Meteo
Cadavere in Arno, potrebbe essere Claudia
Il ritrovamento lungo il fiume all’altezza di Campo. L’allarme del proprietario di un terreno: «Sembrava un manichino»
CASCINA
Un giardino di pace lungo il fiume, tra fiori e piante vestite dei colori della primavera. Un terrazzo che si affaccia sull’Arno, tra giochi per bambini e lettini prendisole. È qui che, in un soleggiato 25 aprile, potrebbe essersi chiuso il mistero della scomparsa di Claudia Meini, 40 anni, della quale non si hanno notizie da poco più di un mese.
Il primo pensiero degli investigatori, quando hanno ricevuto la segnalazione di un cittadino che aveva avvistato il cadavere di una donna nel fiume, all’altezza di Campo, è andato subito alla quarantenne. Manca soltanto la conferma scientifica, visto che il corpo non è riconoscibile essendo rimasto a lungo nell’Arno. Questa potrà avvenire attraverso il Dna o altri accertamenti medico-legali. Così come l’eventuale riconoscimento potrebbe essere fatto dagli indumenti trovati: due magliette, una delle quali di colore rosa, un paio di slip chiari e dei calzini scuri. Indumenti compatibili con quelli indossati dalla quarantenne scomparsa il 23 marzo. Quel giorno la donna era in stato confusionale. Una pattuglia di carabinieri l’aveva trovata a Pisa ed era stata accompagnata al pronto soccorso. Aveva paura del Covid-19, si sentiva sotto pressione per questo motivo. Dall’ospedale era stata dimessa ed affidata ai genitori che vivono a Casciavola, nel comune di Cascina. Da qui è fuggita la sera stessa.
Le foto degli indumenti trovati sul cadavere sono state mostrate ai militari che l’hanno soccorsa quella mattina e avrebbero riconosciuto la maglietta. Claudia ha due nei che avrebbero potuto facilitare il riconoscimento, ma neppure questi sono stati di aiuto.
I cani molecolari impiegati nelle ricerche avevano portato la Protezione civile sulla riva dell’Arno a San Casciano, nell’unico tratto in cui è possibile arrivare al fiume, vicino all’approdo estivo dei barchetti che portano a Uliveto. Poi il ritrovamento di una ciabatta indossata dalla donna aveva fatto pensare che potesse averla perduta mentre correva verso San Casciano. La quarantena dell’emergenza sanitaria in questi giorni tiene lontani dal fiume pescatori e chi, di solito, esce con le barche. I sommozzatori dei vigili del fuoco per giorni hanno scandagliato senza esito le rive per ampi tratti, da San Casciano fino a Zambra e anche oltre.
Se il cadavere fosse di Claudia la corrente potrebbe averlo trascinato per giorni; è questa una possibilità anche se dovrà essere chiarito come la donna è finita nell’acqua. La salma, su disposizione del pm della Procura di Pisa che segue la vicenda, il dottor Fabio Pelosi, è stata trasferita all’istituto di medicina legale a Pisa per l’autopsia che sarà disposta nei prossimi giorni.
A dare l’allarme è stato il proprietario di un terreno lungo il corso d’acqua. «Non ci dimenticheremo mai di questo 25 aprile. Sono andato con mio figlio per mettere nell’acqua la nostra barchetta, abbiamo visto qualcosa di strano, era il cadavere di una donna. Sembrava un manichino, tra i rami di un salice». Non voleva credere ai suoi occhi Cono Rizzo, ma non ha potuto fare a meno di pensare alla donna scomparsa da poco più di un mese, della quale aveva letto sui giornali. «Ho chiamato i carabinieri di San Giuliano Terme per prima cosa. Non so cosa pensare». Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pisa, i militari di San Giuliano, con il maresciallo Francesco Macchiarulo, e il comandante della compagnia di Pisa, maggiore Salvatore Leone, oltre al comandante della stazione dell’Arma di Navacchio, il luogotenente Andrea Berci.
Il recupero è stato complesso, i vigili del fuoco aiutandosi con una rete sono riusciti a recuperare il cadavere. —
Sabrina Chiellini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
