Il Tirreno

Pisa

«Vado in giro e segnalo dov’è la polizia»

Stefano Taglione

Denunciata un’imprenditrice di Tirrenia dopo un video su Facebook. Invitava «a ribellarsi a questo abuso di potere»

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tirrenia

«Io vado in giro e invito la gente a uscire. Dobbiamo ribellarci a questo abuso di potere, perché questa cosa è soltanto un abuso di potere. Io continuerò a dire a tutti, quando lo so, dove sono i posti di blocco delle forze dell’ordine. Io non faccio del male alle persone, chi è che fa male alle persone è questo Stato del menga che ci ha imposto questa cosa che non è bene, è male. Perché stando tutti a casa, appena si riapre, ricircoleranno tutti i batteri e allora il nostro corpo non sarà più in grado di combattere. E allora si ammalerà davvero».

Una diretta Facebook nel pieno dell’emergenza coronavirus è costata cara a un’imprenditrice livornese di 39 anni, residente a Tirrenia, titolare di un’azienda agricola della zona. La donna – proprio sulla pagina Facebook della sua attività – da giorni pubblica dirette video per parlare del Covid-19 e una di queste, nelle scorse settimane, è finita sul tavolo del prefetto di Livorno che del caso ha interessato i militari della guardia di finanza che hanno denunciato la 39enne per vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate (per aver offeso di Stato, con dichiarazioni come «Stato di me**a» o «Stato del menga» e per istigazione a disobbedire alle leggi. «Io, per andare al lavoro – si difende la donna – faccio tutti i giorni la strada da Tirrenia, dove abito, a Livorno. Per giorni non ho mai incontrato le pattuglie, quindi non ho mai nemmeno lontanamente indicato dove si trovasse la polizia. Il giudice per le indagini preliminari nel decreto di sequestro delle immagini ha evidenziato che «la condotta di chi inciti a disattendere le prescrizioni dell’autorità pubblica non può essere confinata nell’ambito delle opinioni personali e della libera manifestazione del pensiero. Si tratta di condotte che possono indirettamente agevolare la diffusione del contagio».

Contattata dal Tirreno la donna replica: «Mi hanno denunciata? Devo ammettere che non ho ancora capito di quale video stiano parlando. In ogni caso non ho mai detto dove si trovassero i posti di blocco della polizia. Ho espresso il mio pensiero su questo particolare momento storico. Per caso, ad oggi, è stata sospesa pure la libertà di opinione. Il fatto di dire dove fossero le pattuglie sarebbe stato anche un modo per disincentivare le persone a uscire di casa. E poi, se proprio volevano uscire fuori potevano farlo, avrei fornito loro una maniera per arrivare a destinazione più velocemente. Senza incontrare la polizia. Sono sicura che quando quest’emergenza finirà, finirà anche questa storia». —

Stefano Taglione

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