Il presidio
Fridays For Future dalla piazza alle mail
I promotori della manifestazione proposta ogni venerdì usano la posta elettronica per i messaggi al Comune
pisa
«Oggi avremmo dovuto essere in piazza, sotto al Comune, per chiedervi nuovamente a che punto siamo e quali azioni il sindaco, la giunta e il consiglio comunale hanno portato avanti in questi mesi per contrastare il cambiamento climatico».
Comincia così la lettera aperta firmata dai Fridays For Future di Pisa e indirizzata ieri pomeriggio, in occasione dello sciopero del clima, via posta elettronica al sindaco di Pisa Michele Conti e agli assessori Massimo Dringoli (urbanistica e mobilità), Raffaele Latrofa (lavori pubblici e verde urbano) e Filippo Bedini, responsabile per le politiche ambientali.
Ma, attraverso i canali social, il gruppo ambientalista ha invitato anche gli attivisti e l’intera cittadinanza a spedire all’amministrazione la stessa lettera, insieme ma ciascuno con la propria e-mail.
Un modo per ricreare, anche durante la quarantena, l’invio collettivo di un messaggio che unisca più voci.
Voci di chi pensa «alla natura come a un bene comune di cui prendersi cura», e che per questo andrebbero ascoltate con più attenzione.
Sono diversi i punti toccati dal testo, che ha l’obiettivo di dare una maggiore concretezza a «quella dichiarazione di Emergenza Climatica approvata per accontentarci», come scrivono gli attivisti. A destare preoccupazione non c’è solo il Piano Strutturale Intercomunale di Pisa, che non sembra orientarsi con decisione, almeno dai recenti articoli di giornale, ad una «mobilità dolce, che privilegi mezzi pubblici, pedonalizzazione e ciclabilità», ma anche lo stato delle aree verdi, colpite sia sul litorale, sia in città, dove troppo poco si sta facendo per fermare «la distruzione degli habitat e il consumo di suolo».
Inesistenti le azioni concrete in questo senso, lamenta il gruppo; anzi, con i progetti di nuove aree industriali, commerciali e residenziali (raddoppio dell’area industriale di Ospedaletto e del progetto “Cittadella Aeroportuale”) si va nella direzione opposta.
Rientra in questa casistica anche la “Variante Stadio” così concepita, il cui iter prosegue nonostante le problematicità rilevate di carattere ambientale. Inoltre, «quest’anno», scrive il gruppo, «non c’è stato alcun segnale di efficientamento energetico o di aumento di impianti produttivi a energia proveniente da fonti rinnovabili», come invece sarebbe utile che lo prevedesse l’aggiornamento del Piano di azione per l’energia sostenibile redatto anche da Pisa. —
Sara Venchiarutti
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