Il Tirreno

Pisa

in ospedale 

Terapie personalizzate per il percorso di cura dopo un infarto

Terapie personalizzate per il percorso di cura dopo un infarto

È una delle novità introdotte a Cisanello finalizzata a determinare quale sia il farmaco  più corretto per i trattamenti

2 MINUTI DI LETTURA





pisa

Cure fatte apposta per i pazienti che hanno superato un infarto e devono affrontare la successiva terapia assumendo farmaci. Cure “su misura” rese possibili anche a Cisanello da una nuova tecnica, l’analisi farmacogenetica dell’enzima CYP2C19, grazie alla quale - appunto - è possibile la personalizzazione della terapia post-infarto, per meglio adattarsi alle caratteristiche individuali dei pazienti. Non tutti i soggetti, infatti, a seconda del proprio corredo genetico, rispondono nello stesso modo all’assunzione di alcuni farmaci. Nel caso specifico l’assunzione di un farmaco antiaggregante piastrinico comunemente usato, il Clopidogrel, a causa di differenze metaboliche inter individuali a livello epatico, può avere maggiore o minore efficacia e variabile rischio di sanguinamento. È importante conoscerlo, specialmente se il farmaco deve essere assunto in combinazione con terapie antitrombotiche concomitanti, quasi sempre necessarie.

Ecco perché è opportuna un’accurata analisi costo/efficacia e costo/beneficio, che a Pisa viene effettuata grazie alla collaborazione tra la terapia intensiva coronarica dell’unità operativa di Cardiologia 1 dell’Aoup diretta dal professor Raffaele De Caterina e il laboratorio di farmacogenetica del dipartimento di Medicina di laboratorio (dottoressa Marzia Del Re, professor Romano Danesi).

In genere i protocolli terapeutici dopo un infarto prevedono per un anno la somministrazione di due farmaci, l’acido acetilsalicilico e uno a scelta fra Clopidogrel, Prasugrel e Ticagrelor, tutti inibitori del recettore P2Y12, ma tra loro diversi per efficacia e rischio di sanguinamento. Con il test effettuato in laboratorio, che consiste in indagini combinate di genetica e farmacologia sull’enzima CYP2C19, è possibile conoscere, in tempi brevissimi, quale tra questi tre farmaci sia il più idoneo per quel determinato paziente. Quest’indicazione viene riportata sulla lettera di dimissione indirizzata al medico curante e consente di ottenere, a parità di efficacia clinica, un risparmio in termini di costi ma soprattutto di eventi avversi, come il sanguinamento. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera