Il presidio
Morta la professoressa Bucchioni aveva 61 anni, insegnava al Buonarroti
Ieri mattina l’ultimo saluto. La sorella Susanna: «Antonella ha combattuto con il male fino all’ultimo con grande dignità»
Roberta Galli / pisa
Una vita per la scuola, attraverso un percorso interamente dedicato all’insegnamento e ai bisogni dei ragazzi più fragili. E lei non smetteva mai di donare il suo sapere. Ma soprattutto di essere al fianco dei suoi alunni. Lo ha fatto fino a due anni fa, finché il male, uno di quelli che non perdona, combattuto con forza e dignità, glielo ha permesso. Antonella Bucchioni aveva 61 anni. La morte l'ha portata via l’altra sera. Insegnante di storia di filosofia al liceo scientifico Buonarroti di Pisa, la professoressa Bucchioni, pisana (abitava in via Garibaldi), era un punto di riferimento per tutto l’istituto. Una persona riservata, ma di grandissima umanità, così la ricordano i colleghi del liceo.
«Chi le è stato vicino – scrivono i docenti – sa bene quale esempio di coraggio, di generosità, di misura e di grazia sia stata per tutti noi, fino all'ultimo giorno. Alcuni di noi stanno ricevendo molti messaggi di dolore e di affetto per lei da parte degli alunni che abbiamo condiviso negli anni. Una prova viva e tangibile del segno che Antonella ha saputo lasciare negli studenti». Tutti la ricordano per la sua gentilezza nel rapporto con le persone, sia nella vita che nel lavoro. «Il suo modo di essere schiva e mai desiderosa di protagonismo – continuano i suoi colleghi – è stata un'altra sua grande e bella qualità, che ha illuminato lo spessore dell’insegnante e della studiosa, il cui ricordo ha lasciato nella nostra scuola. Nella prova terribile della malattia, Antonella ha sempre mantenuto un atteggiamento di vivissimo attaccamento alla vita, agli affetti, alla riflessione con cui incoraggiava chi avrebbe voluto incoraggiarla, con il sorriso, il conversare brillante, la convivialità, il piacere delle cose belle della vita. Il suo volto sorridente, pur segnato dalla sofferenza, rimarrà nel ricordo per sempre indelebile, come un insegnamento profondo».
Ieri mattina si è svolto l’ultimo saluto alla professoressa Bucchioni, alla presenza della sorella Susanna, anch’essa insegnante, però all’istituto Santoni. La salma riposa adesso nel cimitero di Pugnano, paese natale della famiglia Bucchioni.
«Mia sorella – racconta Susanna Bucchioni – ha combattuto questo male con profonda dignità fino all’ultimo, nella speranza di un miracolo». A ricordarla è anche la collega Donatella Bouillon: «Antonella era una donna speciale, che si è sempre impegnata in prima persona per la scuola, per renderla sempre più accogliente ed inclusiva, ma soprattutto nell’aiutare gli studenti più bisognosi di attenzioni». Parole condivide anche da Agnese Nannipieri, sua ex alunna: «È stata per noi una grande insegnante, di lei ho un ricordo stupendo. Di una donna e di una docente che ha lasciato una traccia importante dentro di noi».
La professoressa Bucchioni ha ispirato, programmato e organizzato iniziative e progetti che sono diventati pilastri caratterizzanti del liceo Buonarroti: partendo dal progetto del Parlamento Europeo Giovani (Peg), un’occasione per studenti e studentesse di incontrare coetanei di altre regioni e di altri Paesi europei, per finire con l’introduzione dell’Esabac nel liceo linguistico, che dà la possibilità di conseguire il doppio diploma, italiano e francese, oltre ad essere stata animatrice del gruppo di lavoro sulla Giornata Primo Levi, per ricordare la tragedia della Shoah e educare alla democrazia e alla tolleranza.
Già colpita dalla malattia, la professoressa Bucchioni è stata anche tra le ispiratrici del convegno “Didattica della filosofia”, che la scuola ha organizzato all’inizio dello scorso anno scolastico, a cui ha partecipato nonostante le sue condizioni di salute. Perché Antonella Bucchioni era così, forte e determinata, e la scuola era la sua seconda casa. «
Anche quando è stata costretta a lasciare l’insegnamento – scrivono ancora i colleghi – ha sempre mantenuto un legame strettissimo con noi. La ricorderemo così, gentile, sorridente, coltissima e amabile, la sua sincera gentilezza che rasserenava chiunque la conoscesse e vi entrasse in relazione. Oggi ci stringiamo al dolore della sorella Susanna, di cui abbiamo conosciuto la forza e l’amore per Antonella, che resterà viva nei nostri pensieri». —
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