Italia
L’Anm prende le distanze dal video degli avvocati
Pisa
È ancora alta l’attenzione sul video girato da alcuni avvocati della Camera penale di Pisa per esprimere la loro netta contrarietà al processo penale da remoto.
Anche l'Associazione nazionale magistrati (la sottosezione di Pisa) «prende le distanze dall'iniziativa assunta dalla Camera penale con la diffusione in questi giorni, sui media, di un video registrato da esponenti del locale foro, poi diffuso ad altre Camere penali d’Italia, che rappresenta in modo grottesco la giustizia, il processo e tutti i suoi attori», si legge in una nota. In particolare, «l’immagine farsesca del giudice, la sua evidente volontà di violare le norme con sostanziale pregiudizio dei diritti dell’imputato e del suo difensore, nonché l’approccio sessista, appaiono del tutto contrari alla realtà e gratuitamente offensivi, non contribuendo in alcun modo al dibattito sulla funzione e sugli inevitabili limiti dell'udienza da remoto, nell’attuale quadro normativo emergenziale. La magistratura associata è sempre aperta al dibattito e al confronto, purché attuati in modo istituzionale e rispettoso dei diversi ruoli e funzioni».
Il timori degli avvocati, come è stato spiegato, riguardano soprattutto la riservatezza dei dati e la tutela delle garanzie della difesa. Il video però ha acceso molte polemiche. Il disegno di legge di conversione del decreto Cura Italia (18/2020) estende infatti la possibilità di svolgere in videoconferenza e con collegamenti da remoto indagini preliminari, udienze penali e camere di consiglio. E intanto si comincia a pensare alla fase 2, per ora fino al 30 giugno, in cui i Tribunali dovranno evitare l’affollamento con misure che vanno dalla limitazione degli orari di apertura al rinvio delle udienze. —
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