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Altra epidemia da combattere: le nuove povertà
Allarme della Caritas di Pisa. Il direttore, don Emanuele Morelli, lancia al Comune la proposta di istituire subito un Osservatorio
PISA. Dall'inizio dell’emergenza sanitaria la Caritas di Pisa ha ricevuto oltre 350 richieste di aiuto da parte di persone che non avevano mai visto prima. Un dato in costante aumento ogni giorno. Si sono rivolte alla Caritas, per la prima volta, famiglie di giostrai, ambulanti, molti della comunità senegalese, tanti lavoratori in nero e parecchie famiglie con minori. Questo quanto emerso dall'incontro tra don Emanuele Morelli, direttore della Caritas di Pisa, e i membri della commissione Politiche Sociali del Comune di Pisa. Don Emanuele Morelli ha lanciato anche una proposta. Partire subito con un Osservatorio sulle nuove povertà perché, come sottolineato dallo stesso don Morelli, «quando finirà l’emergenza sanitaria, rimarrà però quella economica».
A completare il quadro si sono aggiunti i dati forniti dall'assessore alle politiche sociali del Comune di Pisa e presidente della Società della Salute Gianna Gambaccini. Sono stati consegnati, a venerdì della scorsa settimana, in tempi strettissimi, circa 470 buoni da 100 euro ciascuno. Nel dibattito che ne è seguito, i consiglieri comunali intervenuti, oltre a dare il proprio assenso alla proposta dell’istituzione di un Osservatorio sulle nuove povertà lanciata da don Morelli, hanno poi rilevato la necessità che i criteri per la concessione di contributi e buoni spesa siano uniformi per tutta l’area pisana e, in particolare, sia superato il criterio relativo alla residenza sostituendolo con quello del domicilio.
Su quest’ultima questione, l’assessore Gambaccini, dopo aver rilevato che quello della residenza è il solo criterio che consente la tracciabilità dei contributi erogati e che, come pubblica amministrazione, c’è un dovere di rendicontazione e trasparenza dei fondi concessi, ha aggiunto: «La scelta di indicare la residenza, fra i criteri di accessibilità ai buoni, non è necessariamente solo politica ma anche tecnica. Del resto, anche per il bando affitti la stessa Regione Toscana indica la residenza fra i criteri di accesso. Per quanto riguarda la costituzione di un tavolo delle povertà, alla luce di un profilo totalmente nuovo di indigenza scaturito dall'emergenza sanitaria e di quella sociale che ne è derivata, sono pienamente d'accordo, tanto che proprio in questi giorni avevo indicato alla Società della Salute di tracciare profili delle famiglie assegnatarie dei buoni spesa comunali e di mettersi in contatto con l’ufficio sociale del Comune per incrociare i dati con quelli delle famiglie che hanno beneficiato dei buoni spesa della Protezione civile. Allo stesso scopo sarà necessario confrontarsi con Caritas – ha concluso Gambaccini – per valutare anche quel tipo di utenza e dare disposte adeguate ai bisogni dei cittadini».
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