Il Tirreno

Pisa

la bocciatura della camera penale 

Processo a distanza, un video per dire: «Non a nome mio»

P.B.
Processo a distanza, un video per dire: «Non a nome mio»

Nel video i contributi del prof Tullio Padovani, degli avvocati Stefano Del Corso e Antonio Cariello e dei legali che mettono in scena un’udienza in remoto

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Gli avvocati diventano attori e nella simulazione di un processo in remoto interpretano tutti i soggetti togati. L’avvocato Anna Francini diventa giudice, il collega Ezio Menzione mantiene il suo ruolo di difensore dell’imputato così come la collega Chiara Benedetti nelle vesti di chi tutela la parte civile. L’avvocato Serena Caputo fa la poliziotta con il marito che si presta a fare l’imputato e il legale Giuseppe Carvelli nei panni del pm. Il cortometraggio di 25 minuti è stato voluto e diffuso dalla Camera Penale con lo slogan: “Non a nome mio”. Pochi minuti per far vedere in concreto quanto sia difficile interloquire tra le parti. Collegamenti che si interrompono, un sonoro metallico, difficoltà di rispondere e l’impossibilità di “vivere” l’udienza con le sue regole non solo formali. Essere collegati a distanza non è come essere presenti nello stesso luogo. Il corto si apre con l’intervento del professor Tullio Padovani: «Non avremo più un dibattimento. Dobbiamo trovare un altro nome. Facciamo un concorso a premi per chiamare questa schifezza che stiamo preparando». Per l’avvocato Antonio Cariello «questo è un regresso da remoto e non processo a distanza. È un’involuzione». Netto rifiuto al processo informatico da parte dell’avvocato Stefano Del Corso che conclude così il suo intervento: «Diciamo no e ci domandiamo: ma la corretta decisione di un processo interessa soltanto a noi? Sul punto ieri si è tenuta un’udienza “tradizionale” davanti al giudice Beatrice Dani con gli avvocati Massimo Mosca, Ezio Menzione, Alberto Chiocchini, Francesco Cerri. Tutti a distanza con la mascherina. «Lo abbiamo fatto – dice l’avvocato Menzione – anche per dimostrare che non è necessario usare per forza la forma da remoto o in video conferenza, dove si perdono le caratteristiche più importanti del processo». —

P.B.

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