Il presidio
Vicini ma distanti grazie alla tecnologia
Con le videochiamate proseguono i corsi educativi Lanciata la raccolta fondi #insiemeperguardareavanti
PISA
In una situazione inedita si attinge a risorse e soluzioni straordinarie: reinventarsi per non fermarsi. L’emergenza Covid-19 ha chiuso anche le porte dell’Associazione Italiana Persone Down di Pisa in via Rosellini, ma i percorsi educativi e le attività dell’associazione proseguono, in forme nuove.
Presente a Pisa dal 1988, l’Aipd è frequentata da circa 90 persone (fascia d’età 0-60 anni) e porta avanti i temi della sensibilizzazione, dello sviluppo fisico e mentale, dell’inserimento scolastico, sociale e lavorativo e dell’autonomia delle persone con sindrome di Down. In questo periodo in cui è il contatto umano che viene a mancare ed è necessario mantenere le distanze, sono i social e le potenzialità delle nuove tecnologie a far sì che si possa restare in contatto.
«L’associazione è chiusa da oltre un mese, ovviamente svolgere attività frontali non è consentito – spiega la coordinatrice educativa Claudia Magaudda –. C’è stata una riorganizzazione delle attività, teniamo attiva l’associazione e facciamo sì che tutti i ragazzi siano connessi e si sentano coinvolti. Abbiamo mantenuto i gruppi nei quali sono suddivisi i ragazzi e ogni gruppo ha una sua programmazione».
Prosegue anche il corso di teatro ideato col regista Lamberto Giannini della compagnia Mayor Von Frinzius, così come il percorso del residenziale: «I ragazzi sono nelle loro case, ma portano lezioni su come cucinare, fare pulizie, mantenere la casa in ordine». Sono sospesi gli allenamenti della squadra partecipante al campionato di Quarta categoria con la maglia nerazzurra del Pisa, così come le vacanze estive, i progetti nelle scuole e i percorsi di inserimento lavorativo. «Sono circa 30 i ragazzi coinvolti tra tirocini, inserimenti socio-terapeutici e contratti di lavoro: in quest’ultimo caso è scattata la cassa integrazione», aggiunge Magaudda.
L’emergenza Covid-19 ha comportato una reazione ed è nella tecnologia e nella creatività che l’associazione ha trovato il modo di non fermarsi: «Ormai le riunioni tra noi operatori si svolgono su Skype – spiega la coordinatrice Alessandra Deiana –. La risposta degli operatori è stata magnifica, stanno lavorando intensamente, si sono subito attivati per trovare nuove soluzioni e formulare proposte. Si è passati dal contatto umano ad attività da svolgere a casa: vedere un film e poi aprire un dibattito, fare attività fisica, raccontare viaggi, persino condividere l’aperitivo o la merenda. L’interazione in presenza è sostituita da telefonate, videochiamate su WhatsApp, Skype o Zoom. Diciamo che è stato un bel cambiamento, ma per i ragazzi è importante restare in contatto e anche la risposta delle famiglie è stata ottima, c’è grande collaborazione».
L’associazione ha potenziato il centro d’ascolto per famiglie e ragazzi. L’emergenza Covid-19 ha reso impossibile la vendita delle uova di Pasqua solidali e ha causato anche l’annullamento della Cena in Bianco, evento aggregativo dell’estate pisana che riscuote sempre maggiore partecipazione. Nei giorni scorsi l’associazione ha lanciato una raccolta fondi, #insiemeperguardareavanti. L’Aipd guarda al futuro, con la speranza che si possa tornare al più presto ad essere uniti ma non distanti. —
Alessandro Marone
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