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Pisa

la richiesta di CNA FITA 

«Servizi scolastici sospesi, i Comuni attuino il Cura Italia»

«Servizi scolastici sospesi, i Comuni attuino il Cura Italia»

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PISA

Le imprese del trasporto persone sono allo stremo ed in particolare il settore dei bus, con il turismo azzerato e gli appalti sospesi. Parte così una richiesta forte dei vertici di Cna Fita Bus. «La pubblica amministrazione ed in particolare i Comuni diano seguito ai provvedimenti introdotti dal decreto Cura Italia sul tema dei servizi scolastici, sospesi per le misure di contenimento del Covid 19», chiede Riccardo Bolelli, presidente di Pisa, regionale e nazionale Cna Fita Bus e presidente di Ctm. Cna Fita in una nota inviata ad Anci Toscana ed il Consorzio Toscano Mobilità con una lettera inviata ai molti Comuni della provincia di Pisa per cui esegue in appalto i servizi di trasporto scolastico hanno chiesto di dare concretezza a quanto previsto dal decreto emanato dal governo. «La richiesta vale per tutti i Comuni che in queste settimane hanno sospeso i servizi di trasporto scolastico, senza che però sia addebitabile a noi esecutori una qualsiasi mancanza. Ma se non ci permettono di fatturare, almeno parzialmente, come paghiamo i mezzi, come sosteniamo i costi che ci sono ugualmente (manutenzioni, assicurazioni, bolli, revisioni) e come manteniamo i posti di lavoro? Le misure in campo permettono di guadagnare tempo, ma i conti alla fine non tornerebbero lo stesso, ecco perché almeno dove si può, cioè in caso di appalti pubblici, è essenziale mantenere i livelli di fatturato».

«La soluzione c’è, se c’è anche la volontà politica - specifica Maurizio Bandecchi, coordinatore Fita Cna Pisa - ed è offerta dal Cura Italia, che prevede, nel periodo di sospensione dei servizi scolastici e delle attività, che le Pa debbano garantire, anche avvalendosi di soggetti privati, prestazioni individuali domiciliari o a distanza. Sul tema dei servizi scolastici si prevede infatti che nel periodo di sospensione la pubblica amministrazione possa garantire, anche avvalendosi di privati, di prestazioni individuali domiciliari o a distanza. Le priorità di tali prestazioni sono individuate dall’amministrazione, impiegando i medesimi operatori e fondi ordinari destinati a tali finalità. Queste possono essere convertite quindi in altra forma, sono retribuite ai gestori privati convenzionati con quota parte dell’importo dovuto e subordinatamente all’effettivo svolgimento dei servizi». —

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