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Gambaccini e la fase 2: «Attività all’aperto»
PISA
«Sarà dura tornare alla normalità». Gianna Gambaccini, presidente della Società della Salute dell’Area Pisana e assessore al Comune di Pisa con delega alle politiche sociali, usa lo strumento migliore in una circostanza anomala come quella attuale, il realismo. Tutti parlano di “fase 2” per cercare di far ripartire l’Italia. Per i disabili, in special modo per chi è affetto da problemi neurologici, sarà ancora più difficile. «Se penso alle scuole che, forse, riapriranno a settembre – dice Gambaccini – credo che per i centri diurni sarà difficile riaprire evitando situazioni a rischio. Chi è affetto da patologie come l’autismo, per esempio, difficilmente riesce a mantenere le distanze. E rispetto alla diffusione del coronavirus questa è una situazione davvero difficile da risolvere».
La Società della Salute pisana, come quella dell’Alta Valdera Valdicecina, chiudendo i centri diurni, ha spostato gli investimenti sull’assistenza domiciliare. «Le famiglie delle persone che normalmente frequentano i centri diurni – sottolinea Gambaccini – sono state tutte contattate per capire le esigenze e se volessero l’assistenza domiciliare. Non tutte hanno risposto positivamente, ma è comprensibile. La paura del contagio è alta, in special modo per quelle famiglie in cui sono presenti anziani. È una questione complessa che abbiamo affrontato destinando anche risorse dei bilanci comunali, e mi riferisco a Pisa in particolar modo, per assistere persone anziane che, con l’arrivo dell’emergenza sanitaria, hanno perso anche l’aiuto delle badanti».
Difficoltà di gestione da parte delle famiglie, ma anche per gli enti che affrontano e dovranno fare scelte per superare questa fase di distanziamento sociale. «Difficile ipotizzare il futuro in questo ambito – dice ancora la presidente della Società della Salute – ma immagino che, almeno per il periodo di bella stagione, si debba pensare ad attività da realizzare il più possibile all’aperto». —
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