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Addio Lydia, l’arte orafa perde la sua anima
È scomparsa all’età di 76 anni la creatrice e studiosa di gioielli. Il fratello Piero: «Generosa e attaccata al suo lavoro»
PISA. Lydia Nissim aveva 76 anni. Se è andata ieri notte nella sua casa pisana dopo una breve malattia.
Orafa e creativa, Lydia Nissim era molto conosciuta in città. Grazie alla sua arte che aveva fatto di lei un importante personaggio nel mondo dell’artigianato legato alla lavorazione dei metalli pregiati e delle pietre preziose.
Fino a cinque anni fa aveva gestito il suo laboratorio in via Carducci a Pisa. Poi, alcuni problemi di salute, l’avevano costretta, con grande rammarico, ad abbandonare quella che era stata per lei la sua seconda casa.
Un negozio nel quale l’artista-artigiana aveva dedicato tutta se stessa. Un vero e proprio punto di riferimento per chi amava creazioni particolari ed uniche.
Lydia Nissim era infatti così. Una professionista che sapeva parlare attraverso l’oro e l’argento e grazie alle sue abili capacità riusciva a trasformare un anello, una spilla o una collana in un pezzo unico ed inimitabile.
«Una persona generosa, aperta alla vita e soprattutto attaccata al suo lavoro che amava moltissimo» così la ricorda il fratello Piero, noto attore, musicista, titolare della compagnia di burattini "Creare è bello".
Lydia Nissim dopo il diploma all’Accademia d’Arte di Lucca, giovanissima aveva subito incominciato a lavorare. Prima attraverso strumenti più poveri, dando anima a creta e rame, e successivamente abbracciando il campo della gioielleria. Settore al quale aveva dedicato tutta la sua vita. Ma non solo.
Tra gli ultimi suoi lavori anche c’è una interessante pubblicazione dal titolo “Lydia Nissim studia i gioielli della Bibbia”( Ets Editore). Una vera e propria ricerca volta a ricostruire l’immagine della produzione orafa degli ebrei che hanno lavorato per secoli e secoli i metalli preziosi con una maestria unica della quale l’autrice stessa era una diretta erede.
Un libro che fu presentato a Pisa, nella sala delle Baleari, alla presenza di molte autorità.
Lydia era infatti figlia di Giorgio Nissim, un ebreo che ha saputo districarsi negli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, salvando nel Pisano tantissime vite umane dalla fucilazione o dall’internamento dei campi di stermino, grazie ad una rete di assistenza e resistenza messa in piedi insieme ad alcuni preti lucchesi.
Lydia Nissim lascia i figli Manuel e Yuri e i fratelli Piero e Simona.
«Questo triste momento legato all’emergenza sanitaria dettata dal Covid-19 – afferma il fratello Piero – non ci permette di salutare nostra sorella in maniera adeguata. Lo faremo sicuramente quando tutto sarà finito, con una cerimonia alla quale potranno partecipare tutti coloro che l’hanno conosciuta, amata e stimata». —
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