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I commercianti chiedono aiuto per canoni dei fondi e ordini non più necessari
Le piccole attività commerciali alle prese con l’emergenza economica causata dall’epidemia tra mancati incassi per le chiusure e costi rimasti immutati
Pisa
Per gli esercizi e le piccole attività commerciali il pagamento del canone di locazione diventa l’ennesimo tassello di un’emergenza che da sanitaria rischia di trasformarsi anche in economica. Una delle principali criticità che gli esercenti hanno manifestato alle associazioni di categoria è proprio quella del pagamento dell’affitto dei fondi per le attività commerciali.
«Si tratta di cifre spesso importanti, soprattutto per le attività del centro – spiega Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord che, attraverso lo sportello legale, ha predisposto una lettera con la quale i commercianti possono chiedere ai proprietari la sospensione o la riduzione del canone. «I vari provvedimenti a sostegno delle imprese non hanno contemplato nessuna agevolazione per i canoni di locazione – prosegue Romoli –. Si va quindi a una trattativa diretta con il proprietario. Con la nostra lettera chiediamo una dilazione del pagamento dei mesi di marzo e aprile e una revisione del canone perché purtroppo passerà tempo prima del ritorno alla normalità. Il governo ha concesso un credito di imposta del 60% relativo al canone di marzo immediatamente utilizzabile come compensazione di qualsiasi tributo pagato attraverso il modello F24. Questo però solo se il canone è stato pagato, se il fondo è di categoria C/1 e soprattutto se l’attività è tra quelle chiuse per decreto. Ci auguriamo che questa agevolazione sia concessa anche per il canone di aprile, includendo le attività non sospese e categorie catastali diverse come ad esempio gli studi professionali».
In molti hanno già tentato di percorrere la strada dell’accordo amichevole. «Se in oltre un mese non si è incassato un centesimo, pagare un affitto diventa difficile se non addirittura proibitivo – evidenzia Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Provincia di Pisa –. In un contesto in cui una parte significativa di attività commerciali rischia di non riaprire, tutto è lasciato all’accordo “amichevole” tra commerciante e proprietario. Purtroppo, non esistono norme specifiche che prevedono la riduzione o la sospensione dei canoni in un periodo di emergenza e queste norme ce le saremmo aspettate nel decreto Cura Italia. La nostra proposta è sospendere il pagamento degli affitti almeno fino a settembre, senza applicazione degli interessi di mora, programmando un piano di rientro con la garanzia ultima dello Stato in caso di inadempienza del conduttore. Sarebbe un modo concreto per restituire un minimo di ossigeno a imprenditori che non guadagnano da oltre un mese, un segnale di incoraggiamento e di sostegno al cospetto di un orizzonte temporale che definire incerto è solo un eufemismo».
A quello degli affitti si aggiunge il problema degli ordinativi non più necessari. «Anche in questo caso – spiega Francesca Vallesi, coordinatrice dello sportello legale Confesercenti Toscana Nord – abbiamo predisposto una lettera da inviare al fornitore per chiedere l’annullamento dell’ordine, se ancora in tempo, o la riduzione delle quantità concordate e la dilazione del pagamento». –D. R.
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