Il Tirreno

Pisa

Ci abbracceremo di nuovo e sarà una Pasqua di liberazione

MONSIGNOR ALBERTO SILVANI ; VESCOVO DI VOLTERRA

Silvani (Volterra): sconvolti da un nemico invisibile, siamo preoccupati  per la nostra salute ma presto sorgerà un problema economico 

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vescovo/3

In questi giorni l’isolamento forzato e la concomitanza della Pasqua ci aiutano a mettere un po’ di ordine nella nostra vita spirituale e ci suggeriscono l’importanza di alcuni valori che sembrano dimenticati. Siamo sempre presi da cento impegni, dal dover fare, dalla preoccupazione di avere sempre maggiore sicurezza, e poi all’improvviso un nemico invisibile sconvolge tutti i nostri piani.

In questo momento ci sentiamo preoccupati per la salute, ma tra poco sorgerà un problema economico di non piccole dimensioni. Quando finirà l’emergenza del contagio, inizierà un’altra emergenza, che ci costringerà a rivedere le nostre abitudini e le relazioni interpersonali.

La ricorrenza della Pasqua esige di portare il discorso su un piano superiore. Siamo chiusi nelle nostre case, ma la chiusura delle porte non impedisce a Gesù di entrare. Leggiamo nel quarto Vangelo: «La sera di quello stesso giorno di Pasqua, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: Pace a voi! » (Gv 20, 19). A Gesù non importa se le porte delle nostre chiese e delle nostre case sono chiuse o aperte, lui può entrare ugualmente, purché noi gli apriamo le porte del nostro cuore. Lo scopo delle nostre celebrazioni è quello di incontrare il Signore e di sentirci augurare la pace; l’esteriorità può essere una bella coreografia, ma non la sostanza.

L’incontro con il Signore sarà ancora più completo se attorno a noi lasceremo trasparire la gioia di essere cristiani e la fede in una vita superiore, alla quale siamo chiamati e dalla quale dobbiamo ricevere impulso per la vita quotidiana. La scena finale del film “La dolce vita” rappresenta alcuni giovani intenti a bighellonare su una spiaggia. Al di là di un torrentello appare una bella giovane, vestita come una scolara, che chiama e con gesti fa segno di seguirla. Uno di questi giovani è attratto dalla visione, ma poi per il rumore dell’acqua e il chiasso degli amici viene riassorbito dalla comitiva. Percepisce il richiamo, ma non ha il coraggio di seguirlo.

Ebbene, se oggi la situazione del momento ci fa sentire una voce diversa, non chiudiamo il nostro cuore, perché forse quella voce diversa può dare un orientamento più autentico alla nostra vita.

Quando sarà passato questo momento, potremo incontrarci di nuovo, salutarci, abbracciarci, e celebrare una Pasqua di liberazione, anche se non sarà quella fissata dal calendario. Allora ci apriremo a una più grande disponibilità di accoglienza con maggiore attenzione alle persone e rispetto per la natura. Nell’attesa di quel momento ci auguriamo reciprocamente una Pasqua serena, piena di fiducia e almeno di buoni propositi.

MONSIGNOR ALBERTO SILVANI

VESCOVO DI VOLTERRA

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