Italia
Incontri possibili solo su Skype per i figli di genitori separati
Il divieto di spostamento in comuni diversi dalla residenza rende impossibile la custodia anche temporanea. Il legale Rossetto: «Evitare il rischio contagio»
pisa
Il virus non solo uccide. Divide e allontana. Un distanziamento sociale imposto dalle restrizioni che isola e crea le condizioni per possibili effetti scatenanti in contesti familiari retti da equilibri precari.
Uno dei casi emersi dallo stop agli spostamenti non essenziali è quello vissuto dai genitori separati con figli minori. La soluzione più vicina a una parvenza di normalità e il collegamento a distanza. Chi è smart e usa Skype è facilitato. Gli altri devono arrangiarsi con le videochiamate.
L’avvocato Roberta Rossetto, responsabile della sezione di Pisa dell’Associazione matrimonialisti italiani, chiarisce alcuni aspetti delle relazioni tra coniugi separati con figli da gestire durante l’emergenza sanitaria.
Avvocato, con queste restrizioni negli spostamenti che succede alle ex coppie che hanno figli minori?
«Il problema esiste. E riguarda l’incidenza della normativa restrittiva emergenziale, rispetto alla disciplina relativa all’esercizio del diritto di frequentazione dei figli dei genitori separati, contenuto nei provvedimenti provvisori o definitivi, emessi nei giudizi di separazione, divorzio, affidamento».
E lei cosa risponde?
«In tanti mi stanno chiamando in questi giorni. Numerose le telefonate che i genitori separati mi hanno fatto in questi giorni, dopo aver ricevuto un secco no da parte delle ex agli incontri».
Il motivo del rifiuto?
«La giustificazione è sempre la solita. La persistenza della emergenza sanitaria. Ma i genitori possono, nei limiti della situazione, stare vicini ai figli. Sono questioni che ben potrebbero dar luogo a tensioni familiari per poi sfociare in un contenzioso giudiziario, che oggettivamente è auspicabile consigliare di evitare. Oltretutto l’attività giudiziaria è anche sospesa».
Un padre o una madre cosa devono fare per poter vedere i loro figli?
«Va precisato come solo il genitore non collocatario (è quello con cui il figlio non sta in modo prevalente, ndr) residente nello stesso comune di residenza del figlio può esercitare il diritto di far visita ai figli o ed intrattenersi con loro, secondo i provvedimenti stabiliti dal giudice».
E chi non abita nello stesso comune?
«Chi vive in un comune diverso dovrà esercitare questo diritto avvalendosi di videochiamate, tipo Skype. Tutto ciò è stato stabilito nel supremo interesse del minore e dei figli di non essere esposti al rischio di contagio e trova conferma nell’orientamento giurisprudenziale come da ordinanza del Tribunale di Trento di pochi giorni fa e del Tribunale di Napoli del 26 marzo scorso. In queste circostanze ciò che deve prevalere è il buon senso, mettendo da parte i rancori personali, ed evitare in tal modo conflitti, privilegiando il suo diritto alla salute».
C’è chi capisce questo sforzo alla distanza obbligata o insistono per la presenza fisica?
«Occorre far comprendere ai genitori che il loro diritto non è venuto meno, ma è “temporaneamente” sospeso e che sempre facendo appello al buon senso questo periodo potrebbe essere recuperato dal genitore “penalizzato” per esempio durante il periodo delle vacanze».
Oltre ai figli c’è anche l’aspetto dell’assegno di mantenimento che in questa situazione non tutti riescono a versare.
«Sì, esiste anche questo disagio. È un tema anche il profilo economico sull’assegno mensile di mantenimento o rimborso delle spese straordinarie fissato dal giudice a carico del genitore e che stante la crisi economica molti genitori non potranno più onorare. L’auspicio è un intervento del governo capace di adottare misure per supportare questi padri a far rispettare anche gli impegni economici». —
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