Il Tirreno

Pisa

L’allarme 

«Il web non basta: il covid ha messo in ginocchio tutta la ristorazione»

R. G.

Per sopravvivere all’emergenza i ristoratori si affidano a catering in base agli ordini dei clienti sulle piattaforme online, ma il futuro si annuncia grigio

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Pisa

Nel settore della ristorazione c’è tanta voglia di ricominciare. Di riaprire le cucine, appena l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 lo consentirà. Insomma di riprendere in mano la propria vita ed il proprio lavoro. E in attesa di un via libera, con modalità sicuramente nuove per l’accesso ai locali, in occasione della Pasqua, ma non solo, diversi ristoranti di Pisa e provincia si sono messi al lavoro proponendo variegati menù da consegnare a domicilio.

Basta fare un giro sulla rete per conoscere le proposte, insieme alle tante iniziative, già attive da tempo, sulle pagine Facebook dei locali, per tenersi in contatto con i propri clienti, fare insomma comunità, nonostante le innegabili difficoltà legate a questo triste momento. Un periodo difficilissimo per chi ha dovuto chiudere il proprio locale.

«La ristorazione sta vivendo una situazione drammatica – afferma Daniela Petraglia, presidente di ConfRistoranti di Confcommercio Pisa –. Anche il nostro settore è stato messo in ginocchio. È necessario quindi un sostegno maggiore a tutta la categoria, in vista delle misure di distanziamento sociali che dovranno inevitabilmente entrare in vigore nei locali. Il Comune, al momento, ha fatto la sua parte in materia di tasse, adesso aspettiamo lo Stato, per maggiori aiuti, mentre noi ci stiamo adoperando per poter lavorare su piattaforme online, ma le spese restano. Per questo mi sento di condividere la richiesta di molti colleghi di poter operare con piatti da asporto da consegnare con le dovute precauzioni direttamente ai clienti».

Preoccupazione sul futuro della ristorazione pisana è stata espressa anche Massimo Rutinelli, vice presidente Confesercenti Toscana Nord e presidente Fiepet, sindacato pubblici esercizi e turistici. «L’emergenza attuale – ha detto Rutinelli – mette in luce difficoltà già presenti nel settore. Ed adesso questa pandemia che rischia di compromettere il presente, per mancanza effettiva di liquidità, e il futuro stesso di molti ristoratori. Per poter ripartire è necessaria quindi una rimodulazione delle tasse, altrimenti non sarà possibile conciliare una riduzione dei coperti, per permettere il distanziamento sociale, e far fronte ai costi affettivi dell’azienda». –

R. G.

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