Il presidio
Il rito della benedizione delle uova non si farà
PISA
L’arcivescovo, Giovanni Paolo Benotto, in merito alla celebrazione dei sacramenti, ha confermato che anche per Pasqua, non cambia niente rispetto alle ultime tre ultime settimane: le celebrazioni andranno «fatte a porte chiuse e se potrà essere presente un diacono, chi serve all’altare, un lettore, un cantore e un organista, soprattutto per poter vivere e trasmettere tali celebrazioni in maniera dignitosa con i moderni mezzi della comunicazione sociale, si tratterà comunque di celebrazioni alle quali non potrà essere ammesso il popolo di Dio in tutte le sue espressioni».
Se la domenica delle Palme la maggior parte dei sacerdoti non ha rinunciato, su richiesta degli stessi parrocchiani, alla benedizione dell’ulivo, non sarà così per le uova pasquali.
«Nella mia parrocchia a San Giovanni alla Vena – spiega don Paolo Manzin – non c’è stata la benedizione dei rami d’ulivo per un motivo semplice. Avrei potuto lasciarsi in fondo alla chiesa, come hanno fatto tanti. Ma si sarebbe creata una situazione che non mi convinceva. Sicuramente i rami sarebbero stati toccati da più persone. Per una ragione di sicurezza ho preferito non rischiare. Con le uova invece avevo pensato di lasciare la porta della chiesa aperta. Le uova potevano essere depositate e benedette durante la messa a porte chiuse. Poi ognuno poteva venire a ritirare le sue. Poi qualcuno mi ha consigliato di lasciare perdere per non creare occasioni di assembramento. Così non farò la benedizione».
«Non farò la benedizione delle uova – dice don Armando Zappolini, parroco di Ponsacco della diocesi di San Miniato – ogni capofamiglia prima del pranzo di Pasqua reciterà una preghiera e in questo modo le uova potranno considerarsi benedette». –S. C.
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