Il Tirreno

Pisa

Gli stipendi di aprile della Normale agli ospedali di Cisanello e Careggi

G.B.
Gli stipendi di aprile della Normale agli ospedali di Cisanello e Careggi

L’iniziativa di un dottorando indiano dà il via alla solidarietà di docenti, ricercatori e amministrativi

2 MINUTI DI LETTURA





Pisa

La premessa è sorprendente anche in questi giorni dell’emergenza coronavirus: «Ogni mese ho accettato le borse di studio dal governo italiano per la mia carriera di ricerca, penso sia l’ora di contraccambiare». La conseguenza è tanto logica quanto inattesa: «Con la presente, chiedo e autorizzo di donare il 100% del mio stipendio del prossimo mese, aprile, al dipartimento della salute italiano». L’effetto è straripante e diventa un esempio di solidarietà e speranza per tutti noi: docenti, ricercatori e personale amministrativo della Scuola Normale di Pisa hanno deciso di seguire l’esempio e rinunciare allo stipendio di aprile per donarlo a sostegno della battaglia contro la pandemia.

A innescare la catena di solidarietà è stato un dottorando indiano: Akash Deep Biswas. Ha 30 anni e, dopo aver completato il suo percorso di studi nell’Università di Tezpur e fatto il ricercatore negli istituti indiani di tecnologia a Kanpur e Guwahati, dal 2016 è a Pisa come allievo della classe di Scienze della Normale dove si occupa di metodi e modelli per le scienze molecolari. Alla fine di marzo ha scritto le frasi riportate nei virgolettati all’inizio dell’articolo in un messaggio di posta elettronica inviato al direttore Luigi Ambrosio e a tutte le componenti accademiche. Nella stessa mail ha motivato la sua iniziativa spiegando essere «estremamente felice se mi fosse data la possibilità di fare qualcosa per questo Paese», senza pensare a quello che sarebbe successo di lì a poco.

La reazione da parte del resto della comunità non si è fatta attendere: l’idea del giovane è stata presa a modello e altri dipendenti della Normale hanno deciso di imitarlo e devolvere il proprio stipendio alla sanità italiana a patto che fosse la stessa Scuola superiore a farsi da garante delle donazioni.

Detto fatto: il direttore Ambrosio e il vicedirettore Mario Piazza hanno dato mandato all’ufficio legale e all’area bilancio della Scuola di predisporre una procedura, aperta fino al 30 aprile, attraverso cui la Normale si farà garante e riceverà le donazioni che saranno poi destinate agli ospedali di Cisanello e di Careggi di Firenze, città che ospitano le due sedi dell’istituzione. «La Scuola – fa sapere Ambrosio – gestirà questa operazione di libera raccolta fondi e di devoluzione a nome proprio e per conto dei donanti alle aziende, nell’esclusivo interesse pubblico e dunque senza costi/proventi e fruizione di benefici fiscali. La Scuola renderà pubbliche le somme raccolte e trasferite a ciascuna delle due aziende ospedaliere di Pisa e Firenze con comunicato sul suo sito istituzionale, non rendendo pubblici i dati personali dei donanti e le somme da ciascuno donate».

«Ringrazio – conclude Ambrosio – tutti quelli che hanno già manifestato l’intenzione di donare e non ho dubbi sul successo di questa iniziativa spontanea». —

G.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web