Il Tirreno

Pisa

la domenica delle palme 

"Settimana Santa anomala che ci richiama alla sostanza di vivere nella speranza"

francesco loi
Un momento della cerimonia
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Un momento della cerimonia

L’omelia dell’arcivescovo Benotto durante la messa in una Cattedrale vuota: donare porta frutti di vita per il mondo intero

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PISA. «L’amore. Sia questo il sentimento che ci possa animare anche durante questa Settimana Santa così anomala, così difficile da viversi, ma sicuramente capace di richiamarci alla sostanza di una vita da vivere bene nella speranza», dice l’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto. È uno dei passaggi essenziali della sua omelia nel corso della celebrazione della messa nella Domenica delle Palme, che precede di una settimana il giorno di Pasqua.

Anche domenica 5 aprile una cattedrale vuota. Al suo interno, oltre all’arcivescovo, gli altri sacerdoti concelebranti, alcuni addetti dell’Opera della Primaziale, gli operatori di 50 Canale per la diretta televisiva e il sindaco Michele Conti, la cui presenza «in rappresentanza dell’intera comunità pisana» è stata sottolineata in apertura dallo stesso monsignor Benotto.

Dopo la lettura del vangelo, incentrato sulla passione di Cristo, «chiediamo davvero di essere anche noi capaci di meditare su questa obbedienza d’amore che il Signore Gesù realizza fino alla morte di croce. Sia l’esempio per noi», ha detto l’arcivescovo. «Tutto ciò che noi facciamo nell’amore - ha aggiunto -, tutto ciò che noi doniamo, anche se sono briciole, sono sempre seme prezioso che può fruttificare: non solo frutti di vita eterna per chi li compie, ma frutti di vita per il mondo intero». Poi il riferimento all’attualità, alla realtà dettata dall’emergenza sanitaria: «Anche oggi l’amore è sempre quel dono che riesce a superare ogni fatica, che riesce a superare ogni ingiustizia, che riesce a vincere ogni male. Sia questo il sentimento che ci possa animare anche durante questa Settimana Santa così anomala, così difficile da viversi, ma sicuramente capace di richiamarci alla sostanza di una vita da vivere bene nella speranza. Una vita che sappia per ciascuno di noi diventare dono d’amore ad immagine della vita che Cristo Gesù ci ha donato potendo offrire l’amore del Padre a tutti gli uomini per la nostra salvezza».

Anche in questa occasione, monsignor Benotto ha recitato la preghiera davanti all’immagine della Madonna di sotto gli Organi: «Vergine Maria, madre di Dio e di ogni uomo che vegli su Pisa e la proteggi, guarda a noi che ci rivolgiamo fiduciosi alla tua materna intercessione. Nella tua immagine scampata alla devastazione del fuoco e venerata con amore dal popolo pisano ci mostri Cristo tuo figlio come via che conduce al Padre, come luce che brilla nelle tenebre, come fratello e salvatore di quanti cercano la verità e la vita».

«Ti presentiamo le nostre famiglie - ha detto ancora monsignor Benotto rivolgendosi alla Madonna di sotto gli Organi -, specialmente quelle che sono nella sofferenza, coloro che in questo momento così tragico assistono gli ammalati, i medici, gli operatori sanitari e quanti lottano per la dignità della propria vita e del proprio lavoro. Affidiamo a te i nostri fratelli defunti perché possano godere in eterno la visione beata del Signore e la pace dei Santi».

All’inizio della cerimonia la benedizione dei rami di ulivo e di palma. «Che la benedizione possa raggiungere - ha detto l’arcivescovo - tutti quelli che da casa, purtroppo a distanza, ci stanno seguendo».

Alcuni rami benedetti sono stati presi dal sindaco Conti: «Ringrazio l’arcivescovo Benotto per avermi rivolto ancora una volta il suo invito a partecipare alla cerimonia in Cattedrale in rappresentanza della città. Porterò questi rami di ulivo benedetto a Palazzo Gambacorti, sede del nostro Comune».

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