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Pisa

la protesta degli infermieri 

Polemica sulle indennità, gli Ordini scrivono a Rossi

Polemica sulle indennità, gli Ordini scrivono a Rossi

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PISA

Scoppia il caso delle indennità riconosciute agli infermieri mentre siamo ancora in piena emergenza coronavirus e i dispositivi di sicurezza cominciano solo ora ad arrivare in maniera congrua negli ospedali. Ai dipendenti delle strutture sanitarie pubbliche toscane saranno assegnati giornalmente dai 45 ai 20 euro in più (distinzione in tre fasce a seconda del rischio biologico cui sono esposti), per il periodo dal 17 marzo al 30 aprile 2020. Ma l’accordo (siglato dalle tre sigle sindacali) non convince tutti. Gli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana sono d’accordo con il tentativo di riconoscere indennità economiche specifiche agli infermieri e ad altri operatori sanitari che lavorano in questo momento difficile. «Tuttavia – affermano – dispiace che ancora una volta gli stessi Ordini non siano stati interpellati nel merito. Se gli accordi economici vengono sottoscritti dai sindacati è pur vero che essi sono declinati in merito all’esercizio professionale da cui originano. E sono proprio gli Ordini a dover suggerire al presidente della Regione Enrico Rossi gli errori legati alla descrizione delle competenze e all’esercizio del ruolo che in questo accordo sono stati posti, chiedendone una rapida modifica». Così scrivono i presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche di Arezzo, Firenze, Pistoia, Grosseto, Livorno, Pisa, Siena, Lucca, Massa Carrara e Prato. «È infatti mortificante vedere professionisti sanitari che operano sul territorio o sulle cronicità o in altre forme di assistenza diretta in una fascia più bassa degli amministrativi che stanno in un front office, con tutto il rispetto per l’importante lavoro di questi ultimi», scrivono in una lettera indirizzata a Rossi.

«Il Covid-19 è un virus diffuso e diffusivo e non è pensabile che vi sia un coefficiente minore di rischio in alcuni servizi. Il personale delle cure primarie è ad esempio coinvolto in un impegnativo lavoro legato a garantire tamponi a tutta la popolazione esponendosi a rischi in certi casi persino più elevati da chi ha la certezza di operare in un contesto Covid».

Gli Ordini chiedono che in caso di personale che dovesse andare in infortunio per contrazione di Covid-19 tale indennità venga mantenuta. E di portare tutti gli operatori che operano in contesti territoriali, privati, adibiti ai check point e gli addetti del 118 nella fascia più alta e prevedere due sole fasce per ricalibrare il tutto. Suggeriscono di definire con certezza che l’indennità è legata ad ogni giorno prestato nel periodo indicato indipendentemente dal turno di lavoro e anche in caso di malattia professionale legata al coronavirus, ad eccezione di eventuali permessi previsti dal contratto. —

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