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Migranti bloccano la strada, pretendono i buoni pasto

Migranti bloccano la strada, pretendono i buoni pasto

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san giuliano

Sale la protesta nei centri di prima accoglienza e nei dormitori per la mancata erogazione dei buoni pasto. La decisione di togliere agli ospiti i buoni pasto è collegata all’emergenza coronavirus. Tutti i migranti in accoglienza sul territorio, secondo le disposizioni del governo, devono rimanere nei centri e non uscire, rispettando rigorosamente le indicazioni per frenare il contagio del coronavirus. E per evitare di lasciare per strada altre centinaia di persone senza tetto, il ministero dell'Interno ha disposto che anche i migranti che hanno perso il diritto all'accoglienza restino nelle strutture.

Di conseguenza le varie case di accoglienza vengono rifornite di generi alimentari in modo che pranzo e cena vengano preparati e consumati all’interno dei centri. Una decisione questa che da circa una settimana ha animato il malcontento di chi vive in queste strutture.

Ieri mattina, sia in una struttura di via Cottolengo, gestita da privati, che nella casa di accoglienza a Pappiana di San Giuliano Terme, nella zona dove prima c’era la Motorizzazione, ci sono state tensioni. A Pappiana, nella casa che è gestita da una cooperativa, gli ospiti hanno occupato per protesta la strada, via Lenin, e sono tornati a chiedere i buoni pasto. Polizia e carabinieri sono intervenuti cercando di fare un’opera di mediazione. Ai migranti è stato spiegato che questa situazione è dettata dall’epidemia in corso.

Per evitare rischi di contagio tra i migranti accolti e tra gli operatori delle strutture di accoglienza, deve essere assicurato il rigoroso rispetto delle misure di contenimento, compreso l'obbligo per gli ospiti di rimanere all'interno delle strutture. —

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