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Supermercati, confermato lo stato di agitazione

D.r.
Supermercati, confermato lo stato di agitazione

I sindacati di categoria: «Non sono state accolte  le richieste di maggior  sicurezza per chi  lavora nell’emergenza»

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«Non accolte le richieste di maggior sicurezza per chi lavora nell’emergenza». Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs confermano per i punti vendita del settore del commercio, in particolare per quelli della grande distribuzione organizzata, lo stato di agitazione proclamato due settimane fa per contestare la mancata applicazione di una serie di misure di sicurezza per le migliaia di addetti ed in particolare la riduzione degli orari di apertura e la chiusura nei giorni festivi.

I sindacati hanno inoltre messo a disposizione della Rsu e della Rsa di ogni singola struttura un pacchetto di otto ore di sciopero.

«Le richieste più volte avanzate di salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, contingentando le aperture dei punti vendita della distribuzione alimentare, non hanno trovato un riscontro positivo - sottolineano le tre sigle sindacali -. Ad oltre un mese dall’inizio della fase emergenziale, durante la quale i dipendenti del commercio alimentare hanno garantito un servizio fondamentale, emerge ancor più forte la necessità di mettere in campo tutti gli strumenti utili a salvaguardare la loro salute e la loro sicurezza».

I sindacati lamentano la carenza dei dispositivi di protezione e, in alcuni casi, un allentamento delle misure previste dai protocolli di sicurezza, a partire dal contingentamento degli ingressi e dal rispetto degli orari di chiusura dei singoli punti vendita.

«Richieste - concludono i sindacati - finalizzate a lavorare in sicurezza, anche da un punto di vista psicologico». —

D.r.

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