Il Tirreno

Pisa

la crisi delle famiglie 

Coronavirus, diecimila in difficoltà per pagare l’affitto a Pisa e provincia

Danilo Renzullo
Volontari impegnati nel sostegno alle famiglie
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Volontari impegnati nel sostegno alle famiglie

È la stima del Sunia elaborata sulla base delle richieste di contributo del 2018 e dei provvedimenti di sfratto

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PISA. Dall’emergenza sanitaria a quella abitativa. Dopo quello del lavoro, il coronavirus potrebbe aprire un nuovo fronte di crisi che rischia di tramutarsi anche in sociale. Sono circa diecimila, tra Pisa e provincia, i nuclei familiari che avranno difficoltà a far fronte ai prossimi canoni per la locazione di un appartamento. Aprile e maggio le scadenze che potrebbero aprire una frattura tra inquilini e proprietari, ma l’incertezza legata alla ripresa delle attività produttive, ai sussidi statali e alle misure di contenimento della probabile crisi economica potrebbero ulteriormente allungare un’emergenza che, inevitabilmente, ricadrà anche sui proprietari degli immobili.

La stima, elaborata dal Sunia, si basa sul numero delle richieste del contributo all’affitto che, nel 2018, in provincia di Pisa ha superato quota 2.500 e sui circa 500 provvedimento di sfratto per morosità. «Il dato si riferisce ad un periodo ordinario – spiega il sindacato degli inquilini –. Incrociando il numero previsionale dei nuclei familiari che andranno incontro ad una diminuzione del reddito a causa dell'emergenza sanitaria, è ragionevole ritenere uno straordinario aumento delle famiglie che potrebbero avere difficoltà con il pagamento del canone di locazione. Almeno diecimila quelle che saranno probabilmente coinvolte».

Un’emergenza nell’emergenza, che la Regione Toscana prova a fronteggiare con uno stanziamento straordinario di circa otto milioni di euro per sostenere le famiglie in difficoltà. Il provvedimento, deciso con una delibera di giunta, anticipa ai Comuni risorse economiche da destinare agli inquilini che temporaneamente non possono più sostenere il costo dell’affitto. Ogni amministrazione, entro il 30 aprile, deve emettere un apposito bando per raccogliere le domande. L'entità del contributo massimo erogabile è di 300 euro a famiglia per i comuni di Pisa, San Giuliano Terme, Cascina e Pontedera, mentre per gli altri comuni sarà di 250 euro. Tra gli altri requisiti, i richiedenti devono attestare anche la diminuzione del reddito del nucleo familiare di almeno il 40% rispetto allo stesso periodo del 2019 per cause riconducibili all’emergenza da coronavirus. «Ora tocca ai Comuni organizzarsi per la pubblicazione dei bandi e chiediamo che le procedure si svolgano evitando eccessive burocratizzazioni – è l’appello di Luca D'Onofrio del Sunia di Pisa –. Le risorse anticipate potrebbero non essere sufficienti rispetto al disagio economico che inevitabilmente inciderà anche sul pagamento dei canoni di locazione creando una sorta di reazione a catena e andando ad incidere anche nella sfera del locatore. Abbiamo avanzato al governo la richiesta di aumentare il fondo nazionale almeno a 300 milioni di euro per dare un contributo concreto a chi è in difficoltà, ma riteniamo utile consigliare alle parti contrattuali anche di rinegoziare il canone per il periodo di difficoltà e di sfruttare la possibilità del contratto a canone agevolato».

Misure non ancora previste per gli studenti fuorisede. Da una prima stima, emerge che a Pisa oltre 5mila studenti universitari potrebbero avere difficoltà a far fronte al pagamento degli affitti. «Chiediamo che la Regione predisponga delle misure per un sostegno concreto agli studenti fuorisede che si trovano a pagare un canone di affitto che, oggi più che mai, non possono permettersi – è la richiesta del sindacato studentesco Unione degli universitari-Diritti a sinistra di Pisa –. La certificazione Isee non può essere uno strumento adatto per valutare i reali danni economici degli studenti universitari, che spesso non rientrano più nel nucleo familiare o che prima dell’emergenza si sostenevano con dei piccoli lavoretti, talvolta in nero». —

Danilo Renzullo
 

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